Ricerca sul virus HIV

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la storia, individuazione e diagnosi, "Periodo Finestra" (0 pagine formato txt)

Ricerca sul virus HIV - HIV - AIDS Sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) - Definizione Questa malattia è provocata dal virus HIV (Human Immunodeficiency Virus).
Il virus provoca in particolare la distruzione o la riduzione delle funzioni di alcune cellule del sistema immunitario, chiamate "linfociti T" o "globuli bianchi". I soggetti infetti da HIV diventano, così, vulnerabili a un insieme d'infezioni che nel loro complesso costituiscono la sindrome clinica caratteristica dell'AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome). Una malattia che la caratterizza, di solito una forma di cancro che è responsabile della morte della morte dell'individuo.
Storia I primi casi di AIDS si sono manifestati nel 1970 in Zaire. In questo paese la portatrice sana di questa malattia è una scimmia (Cercopiteco Verde).

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La trasmissione dall'animale all'uomo può essere avvenuta per: Morso Per rapporto sessuale Ingestione di carne di scimmia infetta Dallo Zaire, il virus, e quindi la sindrome, sono giunti ad Haiti a San Francesco, a New York e in Francia, Belgio, Olanda, Svizzera, Italia e inoltre anche in Giappone. Individuazione e diagnosi In seguito all'identificazione dell'HIV e allo sviluppo da parte del gruppo di Robert Gallo di un protocollo per far crescere il virus in laboratorio, fu possibile sviluppare il primo metodo diagnostico di rilevamento della presenza del virus nell'organismo ospite. I test vengono effettuati, su campioni di sangue, nei centri trasfusionali e in altri laboratori, pubblici o privati. Attualmente si conoscono almeno due tipi (ceppi) di virus, responsabili dell'AIDS: l'HIV-1 l'HIV-2, Per il rilevamento dei quali è stato necessario sviluppare test diversi.

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Questi due virus, infatti, pur essendo strettamente imparentati e causando la stessa malattia, mostrano differenze in alcune componenti proteiche, importanti a livello diagnostico. Altri ceppi lontanamente imparentati con l'HIV sono stati segnalati in alcune regioni del mondo. Benché alcuni di questi virus non possano essere identificati con i metodi diagnostici attualmente in uso, il rischio di diffusione è comunque limitato a causa dell'isolamento geografico in cui sono confinati questi ceppi. Lo stesso HIV-2 è estremamente raro al di fuori del continente africano. "Periodo Finestra" Per un breve periodo dopo l'esposizione all'HIV (di solito da quattro a otto settimane), il soggetto risulta negativo ai test sierologici, poiché la risposta immunitaria non ha avuto tempo a sufficienza per produrre anticorpi contro l'HIV. Durante questa fase, più comunemente chiamata "Periodo Finestra", esistono altri metodi che rilevano la presenza di alcune componenti del virus stesso. Essere sieropositivo non significa necessariamente avere l'AIDS. È possibile, infatti, restare sieropositivi per un lungo periodo, anche superiore a dieci anni, senza sviluppare la malattia clinica che definisce e costituisce una diagnosi di AIDS.

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