Il colombre

Appunto inviato da mbertoluzza
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Un racconto breve che si legge avidamente e che dà il titolo all'intera raccolta uscita nel 1966. (2 pagine formato doc)

IL COLOMBRE IL COLOMBRE Un racconto breve che si legge avidamente e che dà il titolo all'intera raccolta uscita nel 1966, una delle ultime pubblicate, in cui vengono riproposte le tematiche più care allo scrittore: la rappresentazione del tempo che fugge, l'angoscia dell'attesa, l'assurdità dell'esistenza, il senso della sconfitta.
Di primo acchito "Il colombre" può sembrare una specie di giallo che solo alla fine svelerà il colpevole, un intreccio di suspense e di mistero. Poi subentra la riflessione profonda e l'analisi più dettagliata dei significati metaforici e paradossali. Al piccolo Stefano, durante un viaggio in mare in compagnia del padre, capita di vedere un colombre.
Un nome misterioso che nasce dall'accostamento di "colore" e "ombra". Una specie di squalo tremendo, un mostro marino visibile solo alla sua vittima, che si dice debba costantemente seguire fino a quando non riuscirà a divorarla. Un mostro pensante e parlante. Così Stefano, si sentirà segnato da un destino ineluttabile, non potrà far altro che cercare di sfuggirgli per tutta la sua lunga vita, pur sapendo che è una fuga vana. Quando ormai vecchio più che mai deciderà di andare incontro al suo destino, ossìa al mostro, questo rivelerà alla presunta vittima che il suo compito non era quello di ucciderlo, anzi lo inseguiva per un motivo diametralmente opposto. Utilizzando uno schema narrativo davvero semplice e senza fronzoli, il racconto esprime sotto forma di favola gli elementi grotteschi e irrazionali che impregnano la vita, che si lascia afferrare e svelare solo quando ormai è troppo tardi. La storia inizia con un adolescente e termina con un uomo vecchissimo. Lo spazio è indefinito, non si conosce il luogo e dove sia ambientato. Il padre vieta a Stefano adolescente di varcare i mari per non fargli incontrare il colombre. In questo modo lo tiene falsamente protetto e nel guscio familiare. Infatti quando il padre morirà Stefano seguirà la sua vocazione marinara rivelatagli proprio dal colombre. In questo caso il mare affascina perché rappresenta l'abisso, mentre la terra ferma rappresenta il luogo dell'esistenza tranquilla. Per cui il mare diventerà il suo palcoscenico e sempre si porterà dietro il colombre, ormai divenuto un oscuro oggetto del desiderio, un elemento funesto e un affascinante miraggio. L'epilogo finale è travolgente. Stefano ormai vecchissimo decide di affrontare il colombre tanto temuto e da cui è sempre fuggito. Si palesa alla fine che l'unico elemento per cui valga la pena vivere è l'attesa. Colui che scappa dalla realtà e da se stesso, si condanna con le proprie mani all'infelicità, alla non-conoscenza. Oltre che alla narrativa Buzzati si è dedicato anche alla pittura. Anche Il colombre viene dipinto in modo squisito. "So bene che in certe ristrette cerchie di studiosi regna la convinzione che il Colombre non sia altro che un'arbitraria contraffazione della grande Balena Bianca, immortalata da Melville. Ma so altrettanto bene che costoro si sbagliano