Infermieristica nell'area critica

Appunto inviato da xeniab90
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Appunti da lezioni di infermieristica applicata all'area critica (rianimazione e terapia intensiva) (4 pagine formato doc)

AREA CRITICA: è un concetto che definisce uno spazio/tempo in cui la persona sta vivendo una fase di criticità vitale.
È qualunque struttura, servizio o ambito operativo, in cui personale qualificato si impegna, con l’uso di adeguate attrezzature e risorse, a soddisfare tutti i bisogni presentati dalle persone in condizioni di rischio per la vita. 
La TERAPIA INTENSIVA è il luogo dove colloco persone con criticità vitale quindi non si ha una dimissione dalle terapia intensiva ma solo il trasferimento in un altro livello di cura.

Occorre quindi superare la visione organicistica ma considerare l’individuo inserito in un ambiente che deve rimanere presente nel processo di cura, valorizzando però la sua integrità e soggettività.


VINCOLI DI GORVERNO:
- il paziente va osservato continuamente perché è altamente imprevedibile
- è necessario adottare principi di fondo più rispondenti alle necessità dell’uomo 
- metodologie di intervento più mirate ai bisogni e non sullo svolgimento delle prestazioni
- c’è quindi un passaggio dalle prestazioni al processo e dal processo al percorso clinico individuale in cui stabilisco degli obiettivi e su questi una gerarchia di importanza.


PAZIENTE CRITICO: 
1- Criticità: paziente con disfunzione d’organo o di sistemi tali da mettere in pericolo la sua vita per cui è necessaria un’assistenza continua e personalizzata.
2- Intensività: alto bisogno assistenziale e continua presenza dell’infermiere

L’INFERMIERE IN AREA CRITICA assiste la persona dal momento in cui si verifica la situazione di rischio per la vita fino al raggiungimento di una condizione di relativa stabilità.
L’infermiere è gestore del processo terapeutico e, siccome è un approccio multidisciplinare, deve guidare e orientare gli altri professionisti per raggiungere gli obiettivi del processo; deve avere quindi chiari gli ambiti di competenza, avere una forte competenza relazionale e saper gestire le zone grigie.


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