Edmund Spenser: One day I wrote her name

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Vita e opere di Edmund Spenser e analisi della poesia "One day I wrote her name" della raccolta "Amoretti", una raccolta ispirata dalla poesia dell'amor cortese (4 pagine formato doc)

EDMUND SPENSER: ONE DAY I WROTE HER NAME

Edmund SpenserEdmund Spenser nacque a East Smithfield, a Londra intorno all'anno 1552 anche se non c'è sicurezza per quanto riguarda la data esatta.

Da ragazzo, studiò a Londra presso la scuola Merchant Taylors. In seguito a Cambridge divenne amico di Gabriel Harvey uomo per cui nutr`i grande stima e che consult`o molte volte nonostante avessero diverse idee per quanto riguarda la poetica.
Nel luglio 1580, Spenser si recò in Irlanda al servizio del neo nominato Lord Deputy, Arthur Grey, 14 Barone de Wilton Grey. In seguito servì Desmond con le forze inglesi durante la seconda ribellione.

Attraverso la sua poesia, Spenser sperava di assicurarsi un posto a corte, che visitò in compagnia di Raleigh per condegnare la sua opera più famosa, La regina delle Faerie.
Nel 1596 Spenser scrisse un componimento in prosa intitolato A View of the Present State of Ireland.

Questo brano rimase sotto forma di manoscritto fino alla sua stampa e pubblicazione che avvenne nella metà del XVII secolo. Probabilmente non fu pubblicato quando l'autore era ancora in vita a causa del suo contenuto altamente “infiammatorio”. Infatti in quest'opera Spenser sosteneva che l'Irlanda non avrebbe mai trovato pace con gli inglesi a meno che essi avessero continuato a reprimere i costumi e la lingua tipica del luogo, spesso e volentieri con la violenza.
Anche se è stata molta apprezzata come opera polemica in prosa e valorizzata come fonte storica per il 16 ° secolo in Irlanda, al giorno d'oggi viene visto da molti come se all'interno di essa si celasse un intento genocida.

Due degli storici irlandesi del periodo moderno, Ciaran Brady e Nicholas Canny, hanno opinioni differenti per quanto riguarda la visione di Spenser dello Stato d'Irlanda. Presupposto essenziale di Brady è che Spenser abbia spinto l'Inghilterra allo sterminio di gran parte della popolazione irlandese. Egli scrive che Spenser ha preferito scrivere in forma di dialogo in modo da mascherare la crudezza delle sue proposte. Canny mina la conclusione di Brady ossia che Spenser sia tendente ad "un olocausto o un bagno di sangue", perché nonostante le dichiarazioni di Brady, Spenser non ha scelto la spada come il suo strumento privilegiato della politica.

Più tardi, durante la guerra dei nove anni nel 1598, Spenser fu cacciato da casa da parte delle forze native irlandesi di Aodh O Neill. Il suo castello di Kilcolman, vicino a Cork Doneraile Nord fu bruciato, e si ritiene che uno dei suoi figli sia morto nel rogo, anche se una leggenda locale vuole che anche sua moglie morì.
Un anno dopo essere stato cacciato da casa Spenser morì a Londra, secondo la leggenda in condizioni disagiate e di misera. Si dice che per il suo funerale la sua tomba fu trasportata da poeti contemporanei e che su di essa prima che fosse sepolta furono messe penne, pezzi di poesia e furono versate moltissime lacrime.

Epithalamion è l'opera di Spenser più ammirata in lingua inglese. Lo scrisse in onore del suo matrimonio con la giovanissima Elizabeth Boyle. Il poema è composto da 365 versi lunghi, corrispondenti ai giorni dell'anno, 68 versi brevi, che rappresentano la somma delle 52 settimane, 12 mesi e 4 stagioni del ciclo annuale; e 24 strofe, corrispondenti alle ore diurne e notturne.

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ONE DAY I WROTE HER NAME: TESTO

One day I wrote her name
One day i wrote her name upon the strand,
but came the waves and washed it away:
agayne I wrote it with a second hand,
but came the tyde, and make my paynes his pray.

Vayne man, said she, that doest in vaine assay,
a mortall thing so to immortalize,
for I my selve shall lyke to this decay,
and eek my name bee wyped out lykewize.

Not so, (quod I) let baser things devize
To dy in dust, but you shall live by fame:
my verse your vertues rare shall eternize,
and in the hevens wryte your glorious name.

Where whenas death shall all the world subdew,
our love shall live, and later life renew.


Un giorno scrissi il suo nome sulla spiaggia,
Ma arrivò un' onda e lo lavatò via:
Ancora una volta ho scritto con una seconda mano,
Ma arrivò la marea, e fece del mio dolore la sua preda.
Stupido uomo, disse lei, che tu invano cerchi
di rendere una cosa mortale, immortale!
Anche io per come sono,sono soggetta alla mortalità
e così anche il mio nome verrà spazzato via come questo.
Non è così, dissi io, non si lascia che le cose fondamentali (come te)
muoiano nella polvere, ma devi vivere di gloria:
I miei versi renderanno eterne le tue rare virtù,
e scrivo nei cieli il tuo nome glorioso;
e quando la morte sottometterà tutto il mondo,
Il nostro amore vivrà e si rinnoverà alla vita.

La poesia rinascimentale inglese, appunti

ONE DAY I WROTE HER NAME: ANALISI

ANALISI COMPONIMENTO - Spenser decide di scrivere questo sonetto come se fosse un dialogo tra amanti in forma poetica. Spencer cerca di rendere immortale il nome della sua amata scrivendolo sulla sabbia ma il mare ne continua a cancellare le tracce nonostante tutti i tutti i suoi sforzi.
L'amata allora riprende il concetto delle onde ed esprime tutta la caducità della vita e dell'uomo, niente è eterno e tutto è destinato a morire sia il corpo, sia la bellezza, sia lei stessa. Dice che anche il suo nome come concetto astratto verrà spazzato via dalle onde del tempo come il nome scritto sulla spiaggia viene spazzato via dalle onde del mare.
Spenser le risponde mischiando la sua concretezza alla religione, negli ultimi versi infatti possiamo vedere un attaccamento alla religione cristiana per quanto riguarda il principio alla vita ultraterrena nei cieli.