Consiglio Superiore della Magistratura: cos'è

Appunto inviato da ladyfranky
/5

Il Consiglio Superiore della Magistratura come organo indipendente dagli altri poteri dello Stato, il cui compito è quello garantire l'imparzialità e l'indipendenza della magistratura. Cos'è, le funzioni e la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura: membri di diritto, componenti elettivi (membri togati e membri laici), elezione del vicepresidente (1 pagine formato doc)

CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA: COS'E'

Per garantire l’imparzialità della funzione giurisdizionale la Costituzione ha posto dei paletti.

Il Consiglio superiore della magistratura (Csm) rappresenta lo strumento con cui l’ordinamento garantisce l’indipendenza istituzionale della magistratura rispetto agli altri poteri dello Stato. Occorre garantire l’indipendenza dell’intero organo della magistratura, affidandone la gestione ad un organo indipendente dagli altri poteri. Un organo assolutamente indipendente rispetto ai poteri dello Stato, però, potrebbe creare il rischio di irresponsabilità della magistratura, potrebbe esserci il problema di utilizzare l’indipendenza per scavalcare gli altri poteri dello Stato.
Potrebbe esserci il rischio di collocare la sovranità del sistema nella magistratura. Questa è un’ipotesi contraria all’ordinamento, che, invece, attribuisce al popolo la sovranità.

Magistratura italiana: riassunto


CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA: FUNZIONI

La soluzione a questo problema è la costituzione del Consiglio superiore della magistratura, dotato di garanzie di indipendenza funzionali all’indipendenza della magistratura ma che impediscono un funzionamento irresponsabile della magistratura.
Il Consiglio superiore della magistratura è un sistema complesso, è l’organo dal quale dipende tutta la carriera del magistrato, dalla sua assunzione alla sua destituzione (art. 105). Per evitare il rischio di un comportamento irresponsabile la Costituzione prevede l’art. 107: il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l’azione disciplinare, cioè l’azione contro il magistrato che non si comporta efficientemente.
Essendoci la necessità di avere un potere neutro, imparziale e indipendente ed essendoci la necessità di evitare il rischio di un comportamento irresponsabile, il Consiglio superiore della magistratura è composto da componenti estranei al corpo della magistratura. Il Consiglio superiore della magistratura è formato da 27 componenti di cui 3 sono membri di diritto e 24 sono componenti elettivi. I 3 membri di diritto sono il Presidente della Repubblica, il primo presidente della Corte di cassazione, che fa parte della magistratura giudicante, e il procuratore generale presso la Corte di cassazione, che è un esponente del Pubblico Ministero posto all’apice della magistratura requirente. Il Presidente della Repubblica dà garanzia al corretto funzionamento del Consiglio superiore della magistratura ed è a capo dello stesso.

La Magistratura: riassunto delle sue funzioni


CHE COS'E' IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

Tra i componenti elettivi, due terzi, chiamati magistrati togati, sono eletti da tutti i magistrati ordinari appartenenti alle varie categorie (magistratura giudicante e magistratura requirente) e un terzo, chiamati membri laici, sono eletti dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari in materie giuridiche, avvocati con almeno 15 anni di carriera ed ex esponenti della suprema magistratura. Nel Consiglio superiore della magistratura non ci sono quindi solo rappresentanti politici ma anche soggetti dotati di competenze tecniche (art. 104).
Il Presidente della Repubblica non riesce ad evitare il rischio di un comportamento di casta, quindi il Consiglio elegge un vicepresidente fra i componenti designati dal Parlamento (art. 104). Il Presidente della Repubblica dà, con la sua presenza istituzionale nel Consiglio superiore della magistratura, legittimazione e può in caso di rischio serio di funzionamento distorto intervenire per bilanciare comportamenti scorretti. Il vicepresidente è un organo chiave se il presidente non c’è, dirige l’attività dell’organo e presenta l’ordine del giorno.
L’art. 104 stabilisce che i membri elettivi del Consiglio durano in carica 4 anni e non sono immediatamente rieleggibili, cioè, decorso il mandato, il quadriennio successivo non possono essere rieletti. Questo funziona sia per i membri togati sia per i membri laici ed è una garanzia dell’imparzialità e della correttezza del funzionamento.