I DIRITTI UMANI NEL TEMPO DELLA GLOBALIZZAZIONE

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dove si parla ampiamente dei diritti umani violati. L’ottica da cui guardare ai diritti umani; Diritti di libertà - diritti di solidarietà; I nodi problematici; Etnocentrismo?... (2 pagine formato doc)

I DIRITTI UMANI NEL TEMPO DELLA GLOBALIZZAZIONE I DIRITTI UMANI NEL TEMPO DELLA GLOBALIZZAZIONE  1. L'ottica da cui guardare ai diritti umaniTra i molti possibili punti di vista da cui guardare ai diritti umani credo che il più preciso (ed attuale) sia quello indicato da Norberto Bobbio nel 1996:“Il problema di fondo relativo ai diritti dell'uomo non è oggi tanto quello di giustificarli, quanto quello di proteggerli. E' un problema non filosofico ma politico”. A che serve, infatti, discettare di diritti dell'uomo se ancora oggi non si riesce ad estirpare neppure la pena di morte o la tortura? Certo: si può e si deve dibattere dei diritti dell'uomo ma è certo molto meglio farlo a partire da chi li vede conculcati sulla propria pelle. Da chi vede ogni giorno di più l'urgenza del loro riconoscimento, del loro rispetto, e nel contempo paga tragicamente l'assenza di entità sovranazionali (o panumane come direbbe Antonio Papisca) capaci di farne garantire il rispetto o di sanzionarne realmente il mancato rispetto. 2. Diritti di libertà - diritti di solidarietàI diritti dell'uomo nascono - storicamente - nell'alveo del giusnaturalismo. Si parte da Hobbes (il rispetto del diritto alla vita è l'unico a cui è tenuto il Leviatano) passando per Locke (diritto alla vita ed alla salute, diritto alla libertà di opinione, diritto di proprietà). I diritti dell'uomo (in quanto uomo) nascono cioè definendo di ogni uomo un ambito proprio ed indisponibile alle altrui volontà. Un confine invalicabile: il confine della mia pelle (diritto alla vita), della mia mente (diritto di libertà di opinione), della mia proprietà (confine). Al liberismo - che si rifà propriamente a questa corrente di pensiero - non interessa più di tanto che le persone possiedano o no pensieri o proprietà: garantisce chi pensieri e proprietà li possiede. Gli altri devono arrangiarsi a procurarsele e, solo allora, avranno qualcosa meritevole di riconoscimento, un confine da non valicare. Infatti ad ogni diritto corrisponde un dovere: al mio diritto alla proprietà corrisponde il dovere di non invadere la proprietà altrui. Idem per le opinioni politiche o religiose. Successivamente, nel corso del `800 e del `900, si venne sempre più rafforzando (grazie al marxismo ed al risveglio della dottrina sociale della chiesa) anche la concezione dei diritti di “solidarietà”. Scrive l'art. 3 della Costituzione Italiana: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese". I diritti di Solidarietà indicano così da un lato il diritto di ogn