Globalizzazione: definizione, pro e contro

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GLOBALIZZAZIONE: DEFINIZIONE, PRO E CONTRO

Secondo il nuovo Zingarelli, vocabolario della lingua italiana, la globalizzazione è nella psicologia dell’età evolutiva il processo conoscitivo proprio dell’età infantile che tende a cogliere l’insieme di un oggetto per poi differenziarne gli elementi che lo compongono.
Con il termine “globalizzazione”, nell’odierna vita quotidiana, s’intende invece il processo per il quale si tende ad abbattere le frontiere e a costruire un unico mercato planetario, integrando le economie e le culture di diversi Paesi e regioni della Terra.

Queste due accezioni del termine hanno però un elemento in comune: l’idea di una sorta di “unificazione”, che si traduce in una “visione generale” nel primo significato e nella presenza di un qualcosa proprio di uno specifico Paese replicata in tutto il mondo (o quasi) nel secondo; in questa relazione verrà preso in esame quest’ultimo.

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GLOBALIZZAZIONE: DEFINIZIONE SEMPLICE

La prima spinta verso la globalizzazione si può far risalire a quando l’uomo ebbe colonizzato tutte le terre abitabili del pianeta.

Fu importante anche il superamento del feudalesimo medioevale con la conseguente ricerca di nuovi mercati. Ciò portò alla scoperta di nuove terre, che furono drasticamente adattate al sistema economico e culturale europeo. Anche la rivoluzione industriale rafforzò questo processo: da una parte c’erano i Paesi industrializzati, dall’altra la periferia, che forniva ai primi materie prime a basso costo ed era dipendente da essi. Nel XX secolo diversi fattori posero le basi al consolidamento della globalizzazione, per esempio i cambiamenti avvenuti a livello produttivo favoriti dalla diffusione dei mezzi di comunicazione e l’ingresso a livello economico mondiale degli USA. Con la scomparsa del socialismo, inoltre, l’economia di libero mercato ha ripreso ad alimentare il processo di globalizzazione a livello planetario.

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GLOBALIZZAZIONE: PRO E CONTRO

Si può probabilmente dire che la nazione trainante per quanto riguarda il fenomeno della globalizzazione attuale siano quindi senza dubbio gli USA. Si giunge a quest’ipotesi considerando che gli Stati Uniti sono stati una grande potenza, se non la più grande, sin dalla fine della II Guerra Mondiale (dalla quali sono usciti praticamente indenni) e sono stati sempre loro a guidare l’Europa rovinata dal conflitto nella ripresa economica, subito dopo. Inoltre, sono risultati vincitori anche della Guerra Fredda, sbaragliando l’altra grande potenza, l’URSS. Fra le cause del fenomeno della globalizzazione è inoltre probabilmente riscontrabile l’OMC, l’Organizzazione mondiale del Commercio (in inglese WTO, World Trade Organization).

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GLOBALIZZAZIONE: ASPETTI POSITIVI E NEGATIVI

Quest’associazione, avente sede a Ginevra, è il frutto di otto anni di negoziati in Uruguay, dal 1986 al 1994 (anno della sua nascita), è di fatto erede dell'ex GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), nato nel 1948 e attivo fino al 1995, e si occupa del controllo delle regole del commercio mondiale, sostenendo una pressoché totale abolizione di ogni tipo di dazio o tariffa alle frontiere. L’OMC, all'inizio della sua storia come GATT, contava pochi paesi membri, mentre ora ne ha 136 tra cui la Cina, che ha siglato recentemente un accordo bilaterale con gli USA; la lunga lista di attesa dei paesi che vogliono entrarvi comprende tra gli altri Russia e Arabia Saudita. A capo dell’OMC dovrebbero esserci i ministri del commercio dei vari paesi, ma in realtà l'Italia e tutti gli stati d'Europa sono rappresentati al WTO dalla Commissione Europea di Romano Prodi, che siede per tutti noi al tavolo delle trattative. È da questo tavolo che sono stati emanati gli accordi sul commercio planetario, ed è proprio contro questi accordi che è esplosa la protesta nel 1999, nella città americana di Seattle.