Ossi di seppia: spiegazione e analisi dello stile

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Riassunto della vita di Eugenio Montale e spiegazione e stile della sua poesia Ossi di seppia (1 pagine formato doc)

EUGENIO MONTALE: VITA

Vita.
Eugenio Montale nacque a Genova, nel 1896, da una famiglia abbastanza agiata. Si diplomò nel 1915 come ragioniere. Partecipa alla prima guerra mondiale con il grado di sottotenente. Nel 1925 pubblica STILE E TRADIZIONE, dove esplicita i fondamenti della sua poesia, che si caratterizza per il rifiuto delle esperienze d’avanguardia. Nel 1925 inoltre esce la prima edizione di OSSI DI SEPPIA. Nel 1927 si trasferisce a Firenze per lavorare come redattore nella casa editrice Bemporad.
Nel 1933 incontra una studiosa americana di nome Irma Brandeis che celebrerà nelle sue poesie con lo pseudonimo di Clizia. Nel 1939 pubblica presso Einaudi LE OCCASIONI(in cui predomina il passato e viene celebrata Clizia). In questo periodo inoltre avvia un’attività di traduttore, non solo di poesia. Sempre in quest’anno conosce Drusilla Tanzi, che diventerà sua moglie e che celebrerà nelle sue poesia con il nomignolo di Mosca. Nel 1948 si trasferì a Milano dove inizia l’attività di redattore del Corriere della Sera e sempre in quell’anno pubblica QUADERNO DI TRADUZIONI. Nel 1956 pubblica la raccolta LA BUFERA E ALTRO(in cui viene affrontata la guerra e il dopo guerra, risente di un forte pessimismo, c’è sempre la presenza di Clizia e viene presentata Volpe, che è il contrario della donna Dantesca). Nel 1971 dopo un periodo di silenzio pubblica i versi di SATURA(presenta una poesia prosastica , la raccolta è molto intimistica e vi critica la società di massa ) , dove si trova un volume chiamato Xenia, dedicati alla memoria della moglie .Nel 1975 Montale ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Pochi mesi prima della morte, pubblica I MIEI SCRITTI SUL MONDO. Montale morì il 12 settembre 1981 a Milano.
 

Ossi di seppia e Le occasioni di Montale: significato e tematiche delle poesie

OSSI DI SEPPIA: SPIEGAZIONE

Ossi di seppia. Sul titolo della raccolta sono state formulate varie ipotesi; quella più accreditata, è che gli “ossi di seppia”, in virtù della loro origine( sono residui calcarei di molluschi che il mare deposita sulla spiaggia), alludano a una condizione vitale impoverita, ridotta all’aridità e all’inconsistenza. La terra per Montale, rappresenta una sorta di esilio psicologico. Un’altra teoria è che il titolo sia metafora del lavoro del poeta, che cosi come il mare leviga gli ossi di seppia, il poeta leviga la sua poesia per giungere all’essenziale. Questa raccolta , rappresenta il 1° Montale, quello ancora molto attaccato alla Liguria , sua terra natale. Importanti per lui, sono stati i soggiorni a Monterosso, luogo spesso celebrato nella raccolta. La raccolta fu pubblicata nel 1925, mentre nel 1928 ne fu pubblicata un seconda edizione. Gli Ossi sono divisi in 4 sezioni : Movimenti, Ossi di seppia, Mediterraneo, Meriggi e Ombre , in apertura del volume si trova In Limine ed in chiusura Riviere.Nella raccolta si nota: un certo avvicinamento alla filosofia di Schopenhauer, per la visione della realtà come parvenza e sogno; alle correnti in opposizione al positivismo; il legame con la poesia dannunziana, (attraverso la quale bisogna inizialmente passarci per poi poterla superare), di cui successivamente rifiuterà l’abbandono sensuale , il vitalismo panico e l’intonazione aulica e sublime ;l’avvicinamento a Pascoli per la scelta di temi “poveri” e per alcuni procedimenti stilistici; ed infine l’avvicinamento a Gozzano e all’esperienza crepuscolare con il rifiuto dell’aulicità della tradizione poetica.
 

STILE OSSI DI SEPPIA

Tra i temi fondamentali della raccolta si ha : la condizione di “osso di seppia” del poeta , che a causa dell’impoverimento della vita non può più attingere al sublime e deve ripiegare su realtà minime e marginali e legato a questo, c’è il tema dell’arsura e dell’aridità, presente nella descrizione del paesaggio ligure; il muro, allegoria dell’impedimento dell’uomo nell’attingere alla pienezza vitale. Altri temi presenti in Montale sono l’eterno ritorno ( Montale vede il continuo ritorno del tempo su se stesso come una prigione per l’uomo) e “l’immoto andare” ( cioè che l’uomo si illude di muoversi, di andare in qualche direzione, ma in realtà è immobile). Questa sorta di prigionia provoca la frantumazione dell’anima e quindi la perdita dell’identità del soggetto, che era stato un valore saldo nella cultura occidentale precedente. Questa inconsistenza del soggetto fa si che esso si senta in disarmonia con il resto del mondo, l’adesione panica al ritmo cosmico era stata possibile solo nell’infanzia e ora, nell’età matura, resta solo il rimpianto. L’arsura esteriore diventa arsura interiore, che si trasforma in mal di vivere. L’unico modo di fuggire da questo mal di vivere è attraverso uno stoico distacco dal mondo ( come Leopardi).