Il Principe di Machiavelli

Appunto inviato da alessandraj10
/5

Sintesi di ogni capitolo del Principe di Machiavelli (6 pagine formato docx)

Nel 1513, durante l’esilio all’Albergaccio annunciò a Vettori di aver composto un opuscolo dal titolo ‘De principatibus’ dove aveva voluto trattare cosa fosse un principato, quanti tipi ce ne potevano essere, come si acquista, come si mantiene e perché si può perdere.
L’aveva composta tra luglio e agosto 1513 e tra il settembre 1515 e settembre 1516 aveva aggiunto la dedica a Lorenzo de Medici e il capitolo finale. All’inizio doveva essere dedicato a Giuliano, figlio di Lorenzo il Magnifico, ma la morte di questo nel 1516 spinse Machiavelli a dedicarlo a Lorenzo, nipote del papa Leone X e duca di Urbino.


La dedica testimonia il desiderio di riavvicinarsi alla vita dei Medici ed offrirgli la sua collaborazione politica. Va ricollegato agli ‘specula principis’ opere che elencavano le virtù mondane del principe perfetto,e attinse al ‘de regis et boni principis officio’ di Diomede Carofa, ‘de vero principe’ di Battista Platina, ‘de principe liber’ di Giovanni Pontano,  ma tra questi e il principe vi è una totale differenza.
Questi trattati davano la figura di un principe dotato delle migliori virtù, mentre per Machiavelli un principe deve guardare alla verità effettuale delle cose, e non alla loro immaginazione. Bisogna guardare in faccia la realtà, nella sua durezza. Segue la tradizione trattatistica nel titolo generale, nei titoli dei singoli capitoli in latino e nell’organizzazione del trattato e, anzi, le sue proposte anticonformiste, presentate in modo convenzionale, ebbero ancora più risalto. 
- La dedica.


Nella dedica iniziale offre a Lorenzo dei Medici il piccolo volume in cui sono riassunte le imprese dei grandi uomini meditate attraverso una lunga esperienza delle cose moderne e una continua lettura delle antiche. Machiavelli dichiara di aver voluto donare al signore qualcosa di diverso dalle usuali offerte e di aver voluto evitare frasi altisonanti. Il suo è un piccolo dono che dà la possibilità di intendere in brevissimo tempo quello che aveva compreso in tanti anni di esperienza.