A Silvia: parafrasi, analisi e figure retoriche

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A Silvia è una lirica scritta da Giacomo Leopardi per la figlia del cocchiere di casa Leopardi. Parafrasi, analisi strutturale-metrica e figure retoriche della poesia A Silvia (2 pagine formato pdf)

A SILVIA: PARAFRASI, ANALISI E FIGURE RETORICHE

A Silvia: parafrasi.


I. Silvia ricordi ancora quando eri viva e la bellezza splendeva nei tuoi occhi ridenti che per timidezza sfuggivano a sguardi altrui e tu felice t'accingevi a sorpassare il confine della gioventù?
II. Riecheggiavano le stanze silenziose e le vie tutt'intorno del tuo canto, quando intenta a lavori femminili sedevi contenta per i progetti futuri che avevi in mente. Era il profumato maggio e tu eri solita trascorrere così le tue giornate.
III.
E io lasciavo i miei studi e i miei libri nel quale consumavo la giovinezza e le migliori energie per andare ad affacciarmi ai balconi della casa paterna dove potevo ascoltare il tuo canto, e il suono del telaio allo scorrere della tua mano veloce sulla tela. Io osservavo prima il cielo sereno, le strade e i giardini da una parte , il mare lontano e le colline dall'altra e una lingua mortale non può riuscire a descrivere quello che io provavo.
IV. Che pensieri soavi, che speranze, che sentimenti, oh Silvia mia!Come allora ci appariva la vita umana e il fato!! Quando ripenso alle nostre così grandi speranze, un sentimento nei primi acerbo e sconsolato sul cuore e torno a dolermi delle miei sventure. oh natura, natura, perché non mantieni mai le tue promesse e inganni in questo modo i tuoi figli?
V. Tu , Silvia, prima che l'inverno lasciasse morire la vegetazione, da una malattia nascosta e inaspettata fosti combattuta e vinta morendo giovane. E non vedesti così il fiore degli anni tuoi, e non ti portarono rallegrare il cuore le lodi ai tuoi capelli neri o ai tuoi occhi schivi ma pieni d'amore e con te le tue amiche non potettero mai parlare d'amore.
VI. Poco dopo la tua morte cadde la speranza che mi faceva sembrare la vota migliore; e il destino negò anche a me la giovinezza. Ah come sei passata in fretta dalla mia vita cara speranza, e ti ho sempre rimpianto. Questo è il mondo? Queste le gioie, l'amor, le opere, gli eventi di cui tanto parlammo insieme? Questa è la sorte delle persone? Di fronte alla verità sei caduta miseramente e con la mano mi hai indicato da lontano la fredda morte ed una spoglia tomba.

A Silvia: parafrasi e commento


A SILVIA ANALISI

Struttura. “A Silvia” è una poesia scritta da Giacomo Leopardi nel 1828 ed è una canzone libera, un genere nuovo creato proprio da Leopardi. La differenza con le altre canzoni è che non segue una struttura metrica rigorosa: vi sono versi liberi e strofe di varia lunghezza. La canzone libera di Leopardi è caratterizzata da sei strofe di diversa lunghezza ma tutte si aprono e si chiudono con un settenario, esclusa la quinta strofa che si apre con un endecasillabo, e gli altri versi sono endecasillabi.
La prima strofa ha struttura circolare poiché si apre con l’invocare Silvia e si chiude con un verbo che è l’anagramma del nome stesso (Silvia - salivi). Inoltre il primo verbo indica il rimembrar che caratterizza tutte le poesie Leopardiane.

A Silvia di Leopardi: parafrasi


A SILVIA FIGURE RETORICHE

Figure retoriche.
Metafora: strofa 1, il limitare di gioventù,
strofa 5 il fior degli anni tuoi vv43.
Climax: strofa 6 i diletti, l’amor, l’opre, gli eventi.