Federigo Tozzi: riassunto

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Riassunto della biografia di Federigo Tozzi, analisi dell'opera "Con gli occhi chiusi' e confronto con "Lettera al padre" di Kafka (1 pagine formato doc)

FEDERIGO TOZZI: RIASSUNTO

Federigo Tozzi.

Federigo nasce da un contadino arricchitosi e gestore di una trattoria e da una trovatella, sofferente di crisi nervose. Dopo la morte della madre, i conflitti con il padre si accentuano anche a causa degli insuccessi scolastici. Tozzi si iscrive alle scuole tecniche ma non riesce a conseguire il diploma. Fu amico di Pirandello e si dedicò alle letture di Verga e Dostoevskij.
Nel 1919 pubblica il suo capolavoro CON GLI OCCHI CHIUSI.
Muore l’anno seguente di polmonite.

FEDERIGO TOZZI: CON GLI OCCHI CHIUSI

CON GLI OCCHI CHIUSI - Questo romanzo, ricco di elementi autobiografici e di spunti di analisi psicologica, presenta una struttura innovativa: è infatti suddiviso in paragrafi separati da spazi bianchi e non è diviso in capitoli. Inoltre il racconto risulta frammentato grazie alla mancanza di collegamenti logici e talvolta temporali tra gli avvenimenti, vengono poi narrati fatti di grande importanza in modo incidentale o vengono addirittura sottointesi.
Il titolo con gli occhi chiusi può voler sottolineare l’incapacità del protagonista di vedere i tradimenti dell’amata, o la sua inettitudine davanti alla società e alla realtà che lo circonda. Anche per questo il protagonista viene paragonato a Kafka per il suo rapporto conflittuale col padre.

Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi: scheda libro

FEDERIGO TOZZI: POETICA

KAFKA, TOZZI E LA FIGURA DEL PADRE - Molte sono le parti dove la superiorità fisica e virile del padre è sottolineata con un senso di sconfitta. Infatti egli, sentendosi forte, guarda con disprezzo la gracilità del figlio e anche quando comincia a mostrare i primi segni della vecchiaia, non rinuncia alla sua forza soverchiatrice. Ne deriva un reciproco fraintendimento e fra i due non c’è neppure la parola come strumento di comunicazione, ma a un gesto di offesa ne risponde un altro di muta difesa di un amore disperato e incapace. Anche la madre è impotente e debole a svolgere il suo ruolo a causa della malattia, così il legame è così precario che il figlio stenta a crescere autonomo e indipendente. La scena della castrazione caratterizza ancora di più il padre, di pelle dura e feroce, intransigente nel pretendere tutto quel che occorre per lo sfruttamento del podere. Pietro si identifica con quegli animali menomati e la sua mutilazione consiste nell’inettitudine, esibita in ogni manifestazione della vita pratica, come negazione dei valori paterni. Egli psicologicamente ha subito la lesione che il cane Toppa ha provato materialmente e gli effetti sono analoghi: umiliazione, timore e rivolta.
Nella lettera di Kafka una delle più pesanti accuse mosse al padre è quella di aver fatto fallire tutti i fidanzamenti tentati dal figlio, appunto perché, essendosi riservato tutta la forza virile, tutte le donne competono a lui di diritto.