Il giorno di Parini: analisi del testo

Appunto inviato da madchen91
/5

Il giorno: analisi dell'opera di Giuseppe Parini (3 pagine formato doc)

IL GIORNO PARINI: ANALISI

Analisi del testo - Italiano.

Il giorno di Giuseppe Parini. Comprensione complessiva
1. Parini, in qualità di critico, coglie l’occasione di un festoso e lussuoso banchetto fra nobili come spunto per delle riflessioni riguardo la nobiltà, argomento topico nella sua opera “il Giorno”.
Egli ci propone, infatti, un’aspra critica verso il sentimento di superiorità innato nella classe aristocratica e lo trasmette per mezzo di confronti che risultano assai immediati ed efficaci.
L’ironia tipica della produzione di questo autore non viene certo a mancare in questo brano ed anzi, nel consiglio finale che viene dispensato per il “giovin signore”, scaturisce una potente teatralità che lascia trasparire l’esasperato disaccordo nei confronti della vicenda.
Nella favola del piacere è spiegata la presunta causa della disuguaglianza fra gli uomini in ambito “ qualitativo”, ossia la motivazione che abbia originato le differenze di ceto sociale.

Tesina sulla notte di Parini

IL GIORNO PARINI: TEMATICHE

Essa riprende alcuni tratti della mitologia antica e lascia trasparire un’influenza delle religioni pagane politeiste. Secondo la favola, gli uomini, inizialmente, erano tutti uguali, mossi dagli stessi istinti e formati dalla stessa materia.

Questo equilibrio si era mantenuto stabile sinché gli dei non avevano deciso di minarlo ed interromperlo, inviando il Piacere fra gli uomini sulla terra.
Solo alcuni di essi, però, furono in grado di percepirlo, ossia quelli dotati di sensi e membra più sviluppate e più sensibili. Da qui viene fatta sorgere la differenza fra un nobile ed un plebeo e, da quel momento, i discendenti dei primi furono “migliori” dei secondi, che erano rimasti impassibili al cambiamento e che non provavano il piacere, permanendo succubi dei bisogni primari, sempre secondo la favola.

Il giorno di Parini: tematiche e analisi del testo

IL RISVEGLIO DEL GIOVIN SIGNORE: ANALISI FIGURE RETORICHE

2. L’interpretazione della favola è indubbiamente e volutamente ambigua poiché si avvale della figura retorica dell’antifrasi. L’intera composizione pariniana utilizza questo espediente, affermando il contrario di ciò che realmente sostiene, per stimolare il lettore a riflettere sui temi proposti e per mantenere con esso come un segreto legame, in quanto unica figura alla quale l’autore rivela la maschera di finzione dietro alla quale false lodi ed ammirazione si tramutano nella reale indignazione contornata da un giudizio morale fortemente negativo verso l’aristocrazia, velato, dunque, dall’intento ironico e sarcastico dell’autore.