Parafrasi delle poesie di Ungaretti, Pascoli e D'Annunzio

Appunto inviato da lalelisa
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Parafrasi di alcune poesie: I fiumi di Ungaretti, La pioggia nel pineto di D'Annunzio, X Agosto e Gelsomino notturno di Pascoli, A me pare uguale agli dei di Saffo (3 pagine formato doc)

UNGARETTI PASCOLI E D'ANNUNZIO: PARAFRASI POESIE

I fiumi di Ungaretti:
Mi tengo a quest'albero spezzato,
isolato e abbandonato dal consorzio umano,
in questa dolina,
che è priva di vitalità
come un circo
nel momento precedente e successivo allo spettacolo,
e osservo
le nuvole che passano sulla luna.

Questa mattina mi sono disteso
sull'acqua, quasi fossi in un'urna,
e ho riposato come una reliquia.

Le acque dell'Isonzo
mi levigavano
come se fossi un sasso.

Mi sono alzato
e me ne sono andato
come un acrobata
che cammina sull'acqua.

Mi sono seduto
vicino alle mie vesti
sporche per la guerra,
e come un beduino
mi sono chinato a prendere
il sole.

Questo fiume è l'Isonzo,
e qui meglio
ho potuto vivere l'esperienza
di sentirmi in comunicazione con la natura,
come una docile fibra dell'universo.

La mia sofferenza
è causata dal
non sentirmi
in armonia con ciò che mi circonda.

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I FIUMI DI UNGARETTI: PARAFRASI

Ma quelle mani nascoste nell'Isonzo
che mi stringono nell'acqua,
mi regalano una felicità
che è rara a trovarsi.

Ho ritrascorso
le età della mia vita.

Questi sono i miei fiumi.

Questo è un Serchio,
al quale hanno attinto
forse per duemila anni
i miei antenati campagnoli
e i miei genitori.

Questo è il Nilo,
vicino al quale sono nato e cresciuto,
inconsapevole del mio destino, trascorrendo la mia fanciullezza nelle estese pianure.

Questa è la Senna,
e in quella sua acqua fangosa mi sono rimescolato acquisendo la consapevolezza di me stesso.

Questi sono i miei fiumi che confluiscono nell'Isonzo, ma che sono distinguibili gli uni dagli altri.

Questa è la mia nostalgia, che traspare dal ricordo di ognuno di loro, ora che è notte, e che la mia vita mi sembra un fiore (l'essenza del fiore) circondato dalle tenebre.

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LA PIOGGIA NEL PINETO: TESTO

La pioggia nel pineto - D'Annunzio.
Taci.

Entrando nel bosco non odo
più suoni umani; ma odo
parole insolite
pronunciate dalle gocce e foglie che cadono
in lontananza.
Ascolta.
Piove
dalle nuvole sparse.
Piove sulle tamerici
impregnate di salsedine ed arse dal sole,
sui pini
dalle scorze ruvide e dalle foglie aghiformi,
sui mirti sacri a Venere,
sulle ginestre dai gialli fiori raccolti
sui ginepri che sono pieni di bacche profumatissime,
Piove sui nostri volti divenuti
tutt’uno con il bosco
piove sulle nostre mani nude,
sul nostro corpo,
sui nuovi pensieri
sbocciati dall’anima rinnovata
sull’illusoria favola dell’amore
che ieri t’illuse, che oggi m’illude
o Ermione.
Odi?
La pioggia che cade
sul fogliame della pineta deserta
producendo un crepitio che dura
e varia secondo quanto è folto il fogliame.
Ascolta. Alla pioggia risponde
il canto delle cicale
che non è fermato