Pascoli. La poetica

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descrizione della poetica del letterato Giovanni Pascoli: la poetica del fanciullino, il senso del mistero, la poesia pura, l'idilliaco mondo rurale (2 pagine formato doc)

Il pensiero di Pascoli è fortemente influenzato da due aspetti: dalla tragedia famigliare e dalla crisi di fine secolo.
Egli visse una crisi personale determinata da una serie di tragici lutti che peseranno sempre, come una sorta di Super-Io funereo, nella coscienza e nell’esistenza del poeta. La tragedia famigliare è caratterizzata dall’assassinio del padre il 10 agosto del 1867,la morte della madre, della sorella e di due fratelli; furono per Pascoli un trauma mai superato. La sensazione di ingiustizia violenta, subita e non punita, gli ispirò un’oscura paura verso un mondo in cui la giustizia e l’amore fra gli uomini sono costantemente messi in discussione. Egli individua quale forma di riscatto il nido famigliare da ricostruire, del quale fanno parte i vivi e idealmente i morti, legati ai vivi da fili di misteriosa presenza e desiderosi di mettersi in qualche modo in contatto con loro.
Proprio nella Myricae è presente il tema della morte, il ritorno dei morti famigliari che vengono a riallacciare legami spezzati. In una società sconvolta dalla violenza, il nido rappresenta un rifugio, un conforto, nel quale i dolori e le ansie potessero placarsi. Intimamente collegato con il mito dell’infanzia è quello del nido famigliare, che chiudendosi nel suo ambito geloso, tiepido e avvolgente, può preservare intatta la condizione dell’infanzia, impedire all’uomo di venire a contatto traumatico con il mondo esterno, proteggerlo dalle forze aggressive e paurose, creando un clima di illusoria pace e serenità.
L’altro elemento che influenzò particolarmente la vita del poeta fu la crisi del Positivismo, verificatosi verso la fine dell’Ottocento, che travolse i miti della scienza liberatrice e del progresso. Il rinnovamento della società promesso dalla scienza non si era realizzato (esasperati conflitti internazionali) e il progresso tanto celebrato si riduceva a essere una lotta per l’affermazione di egoismi e interessi di parte. Inizialmente seguace delle dottrine positivistiche, non solo riconobbe l’importanza della scienza nella risoluzione dei problemi umani ma l’accusò anche di aver reso più infelice l’uomo, distruggendo in lui la fede in Dio e nell’immortalità dell’anima. Pascoli esorta gli uomini a bandire nei propri rapporti l’egoismo, la violenza, la guerra, e a unirsi e ad amarsi come fratelli, perché solamente con la solidarietà e la comprensione reciproca è possibile vincere il male.