Purgatorio: canti più importanti

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Riassunto dei canti più importanti del Purgatorio: canto 1, canto 2, canto 3, canto 6, canto 11, canto 27, canto 30 e canto 33 (14 pagine formato doc)

PURGATORIO CANTI

Purgatorio. Canto I
vv.

1-3 - Qui c’è la metafora dell’immaginazione dell’autore intesa come una (modesta) barchetta che si avventura in acque più calme dopo aver solcato le difficili acque dell’inferno.
Il tema della navicella tornerà anche nel canto XXX, dove incontrerà Beatrice nelle vesti maestose di un ammiraglio.
Da questi primi versi già si capisce che Dante, contemporaneamente al viaggio in purgatorio fa anche un viaggio interno, infatti lui si sente partecipe dell’espiazione delle varie anime che incontra, partecipa anche lui di quel pentimento.

vv. 4-6 - Nella seconda terzina dante presenta il purgatorio, il fatto di chiamalo secondo regno fa capire che dante è consapevole della sua vicinanza alla poesia epica (solo i poeti epici cantano dei regni).
Importantissimo l’uso del verbo salire, che da solo riassume il significato del viaggio che dante sta per percorrere.

vv.

7-12 - Qui lo stile diventa più elevato che all’inferno, per questo chiede aiuto alle muse ispiratrici, che però assume anche il significato di promessa di rinnovamento spirituale.
Le picche erano ragazze che, credendosi migliori, sfidarono le muse e Calliope le trasformò in gazze.

Purgatorio Canto 2: riassunto

CANTO 1 PURGATORIO: VV. 13-18

vv. 13-18 - dolce, sereno, puro: dei verbi che, insieme a salire, esprimono l’atmosfera del purgatorio
anche da qui (come negli ultimi versi dell’inferno) si capisce come il rivedere il paesaggio sia una conquista molto importante, in quanto la luce è simbolo di Dio.
Siamo nel momento dell’alba, infatti dante evidenzierà spesso il sorgere e tramontare del sole.
L’uso dello zaffiro è condizionato dal fatto che ha il potere di far uscire dal carcere i prigionieri, placare la collera di dio e liberare gli occhi dalle impurità.
Il primo giro simboleggia l’orizzonte e li occhi e il petto simboleggiano il dolore che a provato passando per l’inferno, e di cui deve liberarsi per andare in purgatorio.

vv. 19-21 - è l’alba, momento sacro per i cristiani e si vede venere, simbolo dell’unione ristabilita fra Dio e gli uomini.

vv. 22-27 - l’altro polo è l’emisfero australe, in cui si trova il paradiso, e le 4 stelle sono le 4 virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) d cui il nostro emisfero è privo → in preda al peccato

vv. 28-33 - il carro che scompare è un altro simbolo dell’alba.
il veglio solo è catone, custode del purgatorio che, al contrario di Caronte, spira calma e silenzio; la reverenza che prova dante per lui è dettata dal dante autore.

Purgatorio: Canto 1: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 3: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 4: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 5: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 6: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 11: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 21: testo, parafrasi e figure retoriche

CANTO 1 PURGATORIO: PERSONAGGI

Caronte. Perché se era pagano e per giunta suicida non si trova all’inferno, ma addirittura custode del purgatorio?
Perché dedicò tutta la sua vita alla politica, non fine a se steso ma per il bene dello stato, in più era uno stoico, cioè credeva nell’immortalità dell’anima e quindi non aveva problemi a soffrire in terra e addirittura a suicidarsi. Quindi il suo suicidio è considerato da dante un esempio di forza morale.

Vv 34-39 - La barba lunga ce l’aveva perché non se l’era tagliata in protesta alla guerra civile, ma qui dante lo sottolinea per farlo assomigliare ad un santo con l’aureola intorno (li raggi delle 4 luci sante, che sono le stelle di prima). Infatti questo sta a significare che pur essendo pagano la forza delle sue 4 virtù cardinali lo hanno fatto lo stesso salvare da Dio.

Vv 40-42 - Il confronto con caronte è lancinante:
• Il tono della voce, anche se di rimprovero, non è aspro come quello del demone
• Le oneste piume non sono le lanose gote del demone
Onesto era già comparso nella zona del limbo in cui si concentravano tutti i pagani.

Purgatorio Canto 3: riassunto

PURGATORIO CANTO 2

Vv 43-48 - Si vede che dante insiste sul buio dell’inferno, contrapposto alla luce eterna del purgatorio.
Anche adesso catone è legato fortemente alle regole, come lo era stato in vita.
Le mie grotte sta a simboleggiare l’attaccamento di catone a quel compito che gli è stato affidato.

Vv 49-51 - L’insistenza delle 3 e fa capire la fretta con cui il maestro lo fa inginocchiare, gesto che fa capire l’importanza di catone.
Da qui parte il discorso di Virgilio, il più lungo di tutto il poema, ma costruito secondo i canoni di bello stile, come si deve fare quando si parla ad un personaggio importante. Anche questo serve ad allargare l’abisso fra caronte e catone.

Vv 52-57 - Anche qui, come davanti a cavalcanti, si riprende il tema dell’insufficienza delle forze umane e del bisogno di Dio.
La donna è Beatrice, che è venuta a cercarlo nel limbo per supplicarlo di aiutare dante.

vv. 58-66 - qui Virgilio riassume sinteticamente la situazione di dante nella selva.
La follia di dante è di aver creduto di poter raggiungere solo con la ragione la verità nella vita terrena. → l’ultima sera rappresenta simbolicamente sia la morte del corpo che quella dell’anima.
Poi riassume sinteticamente il viaggio all’inferno (ribadendo l’invio dall’alto) e chiede cortesemente (non minacciando l’intervento divino, come faceva all’inferno) di poter visitare il purgatorio.

vv. 67-75 - sorvola velocemente sulle difficoltà trovate all’inferno, sottolineando la virtù del cielo che li ha sempre aiutati, poi accenna alla libertà, intesa come libertà dal peccato, e la paragona alla libertà di catone. Sottolineando utica, si capisce finalmente che parla di catone.

Purgatorio Canto 1: parafrasi