Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale di Montale: testo, analisi e commento

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"Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale" è una poesia scritta da Eugenio Montale in memoria della moglie. Testo della poesia, analisi del testo e commento (2 pagine formato doc)

HO SCESO DANDOTI IL BRACCIO: TESTO

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale di Eugenio Montale.

Dedicati alla moglie morta (Drusilla Tanzi, chiamata da Montale “Mosca”), i versi rievocano gli anni trascorsi dal poeta al suo fianco.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
5 le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
10 Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale: spiegazione


HO SCESO DANDOTI IL BRACCIO FIGURE RETORICHE

Note:
4.

né più mi occorrono: non mi capitano più, non mi riguardano più; il verbo può anche significare “non mi servono più, non hanno più valore per me”.
5. le coincidenze, le prenotazioni: tutte le incombenze quotidiane, gli impegni minuti della vita pratica; le coincidenze e le prenotazioni si riferiscono alla necessità di organizzare i frequenti viaggi che il poeta affrontava con la moglie come giornalista.
6. le trappole: i trabocchetti. • gli scorni: i malumori per gli insuccessi.6-7. di chi crede … vede: a cui sono esposti tutti coloro che credono che la realtà esista davvero così come appare.
9. con quattr’occhi: gli occhi del poeta e quelli della moglie.
11. sebbene tanto offuscate: tanto opache; il riferimento è alla miopia della moglie.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale: figure retoriche e commento


HO SCESO MILIONI DI SCALE

Il viaggio breve. Il tema della poesia è l’amore coniugale, descritto nel suo ordinario procedere, nella sua continuità temporale: la vita accanto alla moglie può essere ripensata come una scala percorsa in discesa, gradino dopo gradino, fino alla vecchiaia e alla morte. Nonostante il viaggio compiuto insieme sia stato lungo (l’espressione almeno un milione di scale allude infatti a un percorso costante e duraturo), esso tuttavia appare troppo breve, ora che si è concluso e che il poeta deve continuare da solo. Egli confessa la propria estraneità e impotenza di fronte alle incombenze quotidiane, ai fastidi, alle insidie che pure gli altri (coloro che non si pongono troppe domande sul senso dell’esistenza) sperimentano ogni giorno; senza la preziosa alleanza della moglie non gli è più possibile affrontare un mondo di cui conosce profondamente la vanità.