Giuseppe Ungaretti

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Vita e poetica di Giuseppe Ungaretti (5 pagine formato doc)

L’intento di Mussolini e quindi del regime fascista era di dar vita ad un “italiano” di tipo nuovo, che incorporasse i principi fondamentali della concezione fascista della vita e del mondo.
Uno scrittore che ha aderito al fascismo e ha operato in questo periodo, è stato Giuseppe Ungaretti. Non si ha alcuna notizia di un ripensamento di Ungaretti sulla sua adesione al fascismo, neppure dopo la sua caduta. L'adesione al fascismo da parte di Ungaretti è un problema notevole della critica letteraria e biografica, che andrebbe indagato a fondo e che non è mai stato preso seriamente in considerazione. Le sue poesie contro la guerra e poi la sensibilità e l'umanità dimostrata dal poeta sono in contraddizione con l'adesione ad un movimento che faceva della persecuzione politica e poi dell'alleanza con il nazismo (anche sostenendo e praticando direttamente le persecuzioni ebraiche) i suoi mezzi di lotta correnti.
Ungaretti visse personalmente questo periodo. Certo, nel 1944 scrisse nuovamente contro la guerra la raccolta del "Dolore". E tuttavia mantenne i suoi rapporti con il fascismo ed addirittura le sue relazioni personali con Mussolini. L'adesione di Ungaretti al fascismo rimane dunque una grande ombra sulla sua vita e sulla sua integrità morale. D'altra parte la sua poesia e le sue riflessioni cariche di umanità, testimoniano la genuinità della sua lirica che non era certo al servizio del "regime". Resta quindi l'interrogativo: come si conciliava in Ungaretti l'alta valenza morale ed umana della sua poetica con la propria posizione politica? Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto l’8 febbraio del 1888. Il padre, Antonio Ungaretti, lavora come operaio nel cantiere del canale di Suez; ma, già malato, muore in un incidente sul lavoro nel 1890. Giuseppe negli anni dell’infanzia, cresce avendo attorno a sé, oltre alla madre, il fratello Costantino, una balia d’origine sudanese e una vecchia croata. Ma soprattutto è l’ambiente a segnare quegli anni: un ambiente eterogeneo, popolato di lingue, genti e culture diversissime. In casa Ungaretti si ha inoltre spesso occasione di ospitare emigrati italiani fuoriusciti per sfuggire alle persecuzioni politiche: tutti questi personaggi ed esperienze influiscono sul giovane Ungaretti, dal carattere testardo e ribelle, ispirandogli l’indipendenza per ogni forma di disciplina. Non c’è dunque da stupirsi se i sette anni trascorsi presso l’Istituto don Bosco rimarranno segnati come “infelicissimi”, proprio a causa del suo carattere. A sedici anni è iscritto all’Ecole Suisse Jacot per compiervi gli studi superiori; qui ha la fortuna di incontrare insegnanti grazie ai quali matura profonde esperienze letterarie. Frequentando la scuola ha occasione di stringere un’amicizia saldissima con Enrico Pea, un giovane ribelle che ad Alessandria commercia marmi e legnami. Sono questi anni straordinari della “Baracca rossa” che ospitava l’abitazione e il magazzino di Pea e che spesso offriva ospitalità a rivoluzionar