Canto XI del Paradiso

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Descrizione dettagliata del cosiddetto "canto di San Francesco" e dell'importanza del francescanesimo nell'utopia dantesca (3 pagine formato doc)

Dunque l'incipit è costituito da un'invettiva contro la vanità delle cose terrene, contrapposta alla felicità della condizione celeste che Dante sta avendo modo di sperimentare.

La contrapposizione della due condizioni è resa ancora più evidente dalla loro giustapposizione. Anche se questa considerazione è implicita nello stesso significato della Commedia, questa invettiva si carica di grande significato drammatico, con un pathos che avanza mano a mano con un forte climax corrispondente ad un ritmo che si fa via via più spedito.
Le prime tre terzine, con questo incedere continuo, danno l'idea di un affanno, di irrequietezza, che si contrappone alla quarta terzina, che invece, anche a livello formale, da l'idea della calma, della tranquillità.


Infatti la dieresi sulle parole Beatrice e gloriosamente impone al lettore di fermarsi nella lettura, dando un tono di solenne serenità.


Questo espediente retorico è particolarmente d'effetto perché pone l'accento sulla "deificazione" del personaggio poeta, a cui viene concesso di librarsi in volo, grazie all'intercessione della donna - angelo.

La diversità delle due condizione corrisponde alla forte contrapposizione semantica tra "involto" e "sciolto", tra libertà di servire Dio e schiavitù del demonio.

Un aspetto interessante di queste terzine è che Dante condanna tra le attività terrene anche quelle più rispettabili e nobili
, come i medici, i giuristi e i religiosi, che sono comunque vane se portate avanti per fini utilitaristici.

Questa tematica, con i suoi rimandi alla questione della lupa e della condanna del denaro, è sicuramente un'introduzione molto d'effetto per una figura che con la sua vita ha costituito il simbolo stesso dell'istanza pauperista.

La figura di San Francesco è presentata parallelamente a quella di San Domenico.

Questo parallelo non è certo una novità: i due ordini francescano e dominicano erano sempre stati giustapposti, in quanto ordini maggiori, e, diciamolo anche, in concorrenza tra di loro in diverse occasioni.