A Firenze

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Commento della poesia di Ugo Foscolo con figure retoriche (1 pagine formato doc)

E tu ne' carmi avrai perenne vita sponda che Arno saluta in suo cammino partendo la città che dal latino nome accogliea finor l'ombra fuggita.
Già dal tuo ponte all'onda impaurita il papale furore e il ghibellino mescean gran sangue, ove oggi al pellegrino del fero vate la magion si addita. Per me cara, felice, inclita riva ove sovente i pie' leggiadri mosse colei che vera al portamento Diva in me vologeva sue luci beate, mentr'io sentia dai crin d'oro commosse spirar ambrosia l'aure innamorate. Metro: sonetto (ABBA, ABBA, CDC, EDE). Anche tu, avrai una vita immortale nella poesia, o riva, che l’Arno saluta al suo passaggio, ividendo la città, che dalla rinomanza o la gloria latina di Roma, durante il Medioevo ed il Rinascimento, raccoglieva le tracce o il ricordo ora dileguato. Una volta, dal ponte, alle acque dell’Arno, inorridite per la strage fraterna, i feroci Guelfi Neri favorevoli al papa e i Guelfi Bianchi, ostili al papa, mescolavano e versavano sangue, nel teatro in cui oggi al forestiero si addita la casa dell’Alfieri, il fiero vate, profeta dell’unita d’Italia..