Il primo novecento

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IL PRIMO NOVECENTO
SITUAZIONE STORICA E SOCIALE  pagina 490 - 491 

Italia inizio ‘900: ancora paese agricolo prevalentemente, ma cominciano ad affermarsi strutture di un’economia più europea. 
Sviluppo industriale = costituzione proletariato cittadino soprattutto a Torino(sorge industria automobilistica e nel 1899 fondata la FIAT), si avvia a diventare una forza sociale organizzata e consapevole.
Abbandono campagne e inurbamento = primi segni emigrazione interna, ma prevale ancora il problema dell’emigrazione oltre confine + peggiora la “questione meridionale” nel Sud.
Illusione poter risolvere questi problemi alimenta ancora una volta, dopo il bilancio fallimentare della fine del secolo precedente, le spinte di una politica coloniale conquista Libia 1911-12  successo apparente e “di facciata” che vera alternativa alla grave situazione economica.


Fine ‘800 = tumulti cittadini (a Milano 1898) e gli scioperi nelle campagne (Pianura Padana e Sicilia) = duramente repressi da forze dell’ordine. 
Dopo assassinio Umberto I a Monza nel 1900 da anarchico Gaetano Bresci + elezione nuovo re (Vittorio Emanuele III)  avvertiti segni di cambiamento.
Nuovi governi Saracco e Zanardelli = attenuato leggi più restrittive nei confronti lavoratori, ma maggior impulso al rinnovamento = Giovanni Giolitti, eletto capo del governo nel 1903  avviato politica di accordo fra i partiti (liberali – socialisti) = inaugurato concezione Stato come mediatore di conflitti sociali che come strumento repressione poliziesca.


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