Italo Svevo: opere e pensiero

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Pensiero e descrizione delle opere di Italo Svevo: Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno (4 pagine formato doc)

ITALO SVEVO OPERE

Italo Svevo.
I suoi maestri di pensiero: Il filosofo che ebbe un peso determinante nella sua formazione fu Schopenhauer che esaltava un misticismo irrazionalistico e un pessimismo radicale; più tardi conobbe anche Nietzsche e lo lesse direttamente nei testi originali senza deformazioni estetizzanti e da lui potè trarre l’idea del soggetto come una pluralità di stati in fluido divenire; fu influenzato anche da Darwin con la teoria evoluzionistica fondata sulle nozioni di selezione naturale e di lotta per la vita; per la sua influenza, Svevo fu indotto a presentare il comportamento dei suoi eroi come prodotto di leggi naturali immodificabili e non dipendenti dalla volontà ma seppe cogliere anche che questi comportamenti avessero le loro radici nei rapporti sociali e fossero quindi un prodotto storico.
 

ITALO SVEVO OPERE E PENSIERO

Rapporti con il marxismo e la psicanalisi: Per una certa fase della sua vita egli simpatizzò per il socialismo mentre dall’influenza del marxismo egli trasse la chiara percezione dei conflitti di classe che percorrono la società moderna e la consapevolezza che tutti i fenomeni sono condizionati dalla realtà delle classi. Svevo approcciò la psicoanalisi per l’interesse per le tortuosità e le ambivalenze della psiche profonda e la apprezzò non come terapia ma come puro strumento conoscitivo.
I maestri letterari: Sul piano letterario gli autori che ebbero più peso nella sua formazione furono i grandi romanzieri realisti francesi come Balzac, Stendhal e Flaubert; inoltre un’importanza fondamentale ebbero la conoscenza dei romanzieri naturalisti, Zola in particolare, e Bourget ma anche i grandi umoristi inglesi come Dickens  e Thackeray.
 

Italo Svevo: vita e romanzi

ITALO SVEVO OPERE: UNA VITA

UNA VITA: Iniziò il romanzo nel 1888 e lo pubblicò a proprie spese nel 1892 presso un piccolo editore triestino Vram dopo il rifiuto di Treves; il romanzo suscitò scarsissima attenzione nella critica e nel pubblico; nel suo impianto l’opera rivela legami con i modelli più illustri del romanzo moderno: da un lato il romanzo della scalata sociale in cui un giovane si propone di conquistare il successo nella società cittadina, anche se Alfonso si limita a sognare il successo anzi a fuggire dinanzi alle occasioni che gli si presentano; dall’altro lato il romanzo di formazione che segue il processo attraverso cui un giovane si forma alla vita; è ravvisabile l’influsso di Zola nella volontà di ricostruire un determinato quadro sociale.
Il psg di Alfonso inaugura l’inetto; l’inettitudine è una debolezza, un’insicurezza psicologica che rende l’eroe incapace alla vita; l’inetto però sa individuare le radici sociali di quella debolezza e di quell’impotenza dinanzi alla vita; egli è un piccolo borghese declassato da una condizione più elevata ed è un intellettuale ancora legato a un tipo di cultura umanistica: il combinarsi di questi due fattori sociali lo rende un diverso nella società borghese triestina i cui unici valori riconosciuti sono il profitto, la produttività, l’energia nella realizzazione pratica; la sua impotenza sociale diventa impotenza psicologica ad affrontare la realtà esterna al nido domestico; siccome il giovane non riesce più a coincidere con un’immagine virile, piena, forte e sicura.
 

ITALO SVEVO OPERE: UNA VITA RIASSUNTO

Alfonso quindi ha bisogno di crearsi una realtà compensatoria: la cultura umanistica e la vocazione letteraria si trasformano ai suoi occhi in un motivo di orgoglio nel segno distintivo di un privilegio spirituale; così il provinciale timido, goffo e scontroso incapace di stabilire relazioni con gli altri si costruisce una maschera fittizia, un’immagine di sé consolatoria che lo risarcisce dalle frustrazioni reali. Di fronte a lui sono presenti il padrone Maller possente e terribile e il rivale Macario il quale è brillante, disinvolto in società, sicuro di sé e perfettamente adatto alla vita, la sua calma e la sua forza si esaltano proprio per la presenza della debolezza dell’inetto.
La narrazione è condotta da una voce fuori campo che si riferisce ai psg con la terza persona ma senza ampie intrusioni informative; il narratore è più vicino al codice dell’impersonalità e predomina la focalizzazione interna al protagonista in quanto il punto di vista è collocato nella sua coscienza e tutto passa mediante il filtro della sua soggettività; in “Una Vita” la coscienza diviene un labirinto di tortuosità inestricabili in cui si intrecciano sogni, velleità, momenti di lucidità e chiaroveggenza, autoinganni giustificazioni fittizie, ambivalenze e contraddizioni; noi assistiamo all’esplorazione della pluralità di piani contradditori di una psiche e quindi si intuisce come la coscienza soggiaccia agli impulsi della zona più remota e segreta dell’inconscia; ma quello del protagonista non è l’unico punto di vista in quanto nel narrato si introduce la voce del narratore, dotata di una consapevolezza più lucida, che interviene ugualmente nei punti principali a giudicare un’azione e a smentire un’interpretazione; questa operazione di correzione, smentita e giudizio è condotta con implacabile determinazione tanto che il racconto sembra assumere le vesti di un vero e proprio processo alle menzogne e costruzioni fittizie del protagonista.
 

ITALO SVEVO, SENILITA'

SENILITA’: Secondo romanzo di Svevo uscito nel 1898 ed ottiene un insuccesso peggiore di quello precedente; il romanzo non offre più un articolato quadro sociale ma si concentra quasi esclusivamente sui quattro psg principali: Emilio, Amalia, Angiolina, Stefano i cui rapporti e le cui vicende si compongono in una struttura essenziale e di geometrico rigore; inoltre non sono più affrontati direttamente i problemi di natura sociale e di conseguenza i fatti esteriori, l’intreccio romanzesco e la descrizione di ambienti fisici e sociali in Senilità hanno poco rilievo in quanto è la dimensione psicologica che l’autore si preoccupa in primo luogo di indagare; la parte preponderante nella narrazione è assunta dall’analisi del protagonista che campeggia la centro dell’attenzione per quasi tutto il romanzo