Novembre di Pascoli: analisi del testo e figure retoriche

Appunto inviato da salvy14
/5

Testo, analisi e figure retoriche della poesia di Pascoli, Novembre (3 pagine formato doc)

NOVEMBRE: TESTO DI PASCOLI

Novembre
Gemmea l’aria, il sole così chiaro
Che tu ricerchi gli albicocchi in fiore
E del prunalbo l’ odorino amaro
Senti nel cuore …
Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno. Solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie il cadere fragile. È l’estate
fredda, dei morti.
 

Novembre di Pascoli: analisi

NOVEMBRE PASCOLI: ANALISI METRICA

Novembre di Giovanni Pascolianalisi del Testo - La poesia “Novembre” è stata scritta da Giovanni Pascoli noto poeta di metà ottocento.
La lirica è stata tratta da “Myricae” prima raccolta di poesie pascoliane che si distaccavano da temi impegnativi come la politica e trattavano di piccole cose, come in questo caso di novembre. La poesia parla dei giorni antecedenti a quelli di san martino. L’ aria si fa più calda e ci sembra quasi estate. Guardandoci intorno speriamo di trovare qualche albicocco in fiore ma se guardiamo meglio troviamo solo foglie secche. Il poeta allude ad una situazione di fragilità provocatagli da un’ illusione quella dell’ estate che purtroppo, avvicinandosi la festività dei morti, diventa un’ “estate fredda” quella appunto “dei morti”. La poesia è composta da tre strofe di endecasillabi ma diventano quinari nell’ultimo verso di ogni strofa. Le rime individuate nel componimento sono rime alternate cioè che seguono uno schema metrico quale ABAB. Osservando la metrica troviamo anche degli enjambement nella 3°-5°-7°-9°-10°-11° per sottolineare l’ accostamento tra vita e morte. Essi vengono soprattutto utilizzati per sottolineare parole per il poeta molto importanti. La poesia è ricca di paratassi, infatti in tutta la poesia troviamo solo 5 periodi. La paratassi come sappiamo aumentalo il ritmo della narrazione.
 

NOVEMBRE: FIGURE RETORICHE

Quindi nelle prime due strofe il ritmo è più veloce mentre nell’ altra strofa il ritmo si fa più lento a causa di tanti punti che sospendono la frase. Sul piano delle figure retoriche troviamo certamente una figura retorica dell’ ordine: l’iperbato, visibile nel penultimo verso. I temi della poesia, già elencati trovano interpretazione nelle parole chiave di questa poesia che secondo me sono: gemmea, estate dei morti, cavo e vuoto. Altre figure retoriche sono rappresentate dalle assonanze (sole-fiore), dalla consonanza (chiaro, fiore, amaro, cuore), dall’ ossimoro (è l’estate fredda, dei morti), dalla sinestesia (cadere fragile). Suoni predominanti di questa poesia sono: la S per parole come stecchite, segnano, sereno, secco, sonante, sembra; la V per parole come cavo e vuoto; e la N e la T per nere trame. Tutte queste parole sono allitterazioni. I suoni cupi (r, s, t, v) della seconda strofa sono la testimonianza che i temi di questa poesia sono cupi e grigi in quanto il poeta ci vuole riferire la sua tristezza verso quest’ estate fredda, dei morti forse in quanto pensa al padre morto quando lui era piccolo.