Il Fu Mattia Pascal

Appunto inviato da djdamy
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Recensione sull'opera (5 pagine formato doc)

L'opera è divisa in diciotto capitoli, i quali hanno lunghezza differente e sono preceduti ognuno da un titolo L'opera è divisa in diciotto capitoli, i quali hanno lunghezza differente e sono preceduti ognuno da un titolo.
Alcuni titoli spiegano esplicitamente il contenuto del capitolo, mentre altri cercano di spiegare più implicitamente la condizione esistenziale di Mattia Pascal. Nei primi sei capitoli le vicende narrate terminano all'interno del capitolo e non si collegano, quindi, ai fatti narrati negli altri capitoli. Il racconto è proposto in flashback. La narrazione in retrospezione inizia nel terzo capitolo e finisce con la fine del libro, facendo una sola pausa tra il terzo e il quarto capitolo.
Per quanto riguarda il protagonista, la conclusione della storia non propone un miglioramento rispetto alla situazione iniziale. Il narratore crea un collegamento tra l'inizio e la fine della storia narrata, facendola incominciare e finire nel medesimo punto e dando al protagonista una simile identità. Il racconto si può dividere in tre grandi macrosequenze: Dal capitolo primo (Premessa) al capitolo sesto (Tac tac tac…), dove Mattia Pascal ha la sua identità e "muore". Dal capitolo settimo (Cambio treno) al capitolo sedicesimo (Il ritratto di Minerva), dove Mattia Pascal ha l'identità fasulla d'Adriano Meis. Dal capitolo diciassettesimo (Rincarnazione) al capitolo diciottesimo (Il fu Mattia Pascal), dove Mattia Pascal cerca inutilmente di riprendere la sua identità e non riuscendoci diventa il fu Mattia Pascal. La storia non si sa bene in che periodo è ambientata perché non troviamo molti riferimenti temporali, tranne il titolo del giornale comprato da Mattia Pascal, Il secolo XIX. Dal terzo capitolo troviamo un lungo flashback, che termina con la fine dell'opera. In questa lunga retrospezione troviamo tante digressioni che sono soprattutto descrizioni e riflessioni. Per quanto riguarda il ritmo prevalgono notevolmente i sommari, scelti dal narratore per rimanere fedele alla sua promessa, quella di non essere molto loquace e di riportare soltanto le cose essenziali per non annoiare il lettore. A conferma di questa tesi troviamo anche molte ellissi, infatti, come detto prima, non essendoci collegamento tra un capitolo e l'altro, si trovano numerosi "salti". Anche le scene e le pause non mancano. In particolare le scene, le quali sono utilizzate maggiormente e principalmente nella parte dove Mattia diventa Adriano. Infatti, attraverso queste ci sono riportati i dialoghi tra Adriano Meis e il pensionato Anselmo Paleari, nelle quali sono esposte le tesi di quest'ultimo sulla vita e sulla morte. Come ad esempio la tesi del lanternino, la quale paragona la nostra vita ad un lanternino che c'illumina la via anche se erroneamente, al contrario la morte ad un soffio che lo spegne. I luoghi che s'incontrano nella narrazione sono molti ed hanno quasi tutti un importanza rilevante per il corso della storia narrata. Le città sono Miragno, Montecarlo e