Ugo Foscolo

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Introduzione alla principali caratteristiche delle opere foscoliane: dalle sue esperienze di traduttore alle "Ultime lettere di Jacopo Ortis", con approfonditi cenni biografici (5 pagine formato doc)

Foscolo Traduttore

In Foscolo, il rapporto con la cultura classica e greca si concretizza nell'attività di traduttore. Tale attività ha prodotto pochi risultati compiuti e organici per un particolare atteggiamento del poeta nei confronti degli originali.

Da un lato egli mira a restituire con scrupolo filologico la verità espressiva.
Dall'altra parte, traducendo è necessario rivivere nella propria lingua, nella propria cultura e nella propria personalità le coordinate artistiche del testo originale.

Un altro ostacolo alla compiutezza delle traduzioni consiste nella tendenza foscoliana di assumere intimamente il testo da tradurre: tradurre non significa svolgere un mestiere per gli editori e per il pubblico, ma innanzitutto assumere e rivivere per sé la ricchezza dell'originale, nutrendosene.

Proprio alla sua traduzione dell'Iliade, che porta avanti per tutta la vita, gli studiosi si sono affidati per distinguere i diversi momenti, romantici, neoclassici e illuministici, che attraversa Foscolo.

Caratteristiche

Nella formazione di Foscolo convengono le componenti tipiche della cultura del suo tempo: la cultura classica, le moderne sollecitazioni preromantiche e l'illuminismo settecentesco.

Per quanto riguarda le idee, tra gli illuministi subì in un primo tempo l'influenza di Rousseau, che gli suggerì concezioni egualitarie e democratiche, che negli anni giovanili lo spinsero ad abbracciare posizioni giacobine.
La visione rousseauniana della società si fondava sul presupposto dell'originaria bontà dell'uomo, corrottasi con la nascita della civiltà. Più tardi se ne staccò abbracciando concezioni più pessimistiche come quelle di Hobbes o Macchiavelli, che lo inducevano a credere nell'originaria malvagità dell'uomo in cui la società appare come una guerra contro tutti in cui trionfa la legge del più forte.

A questo pessimismo contribuisce poi un'altra componente filosofica tipica del 700, il materialismo,
con l'apporto però anche dei pensatori classici (Epicureo, Democrito e Lucrezio). Il Materialismo ritiene che tutta la realtà sia materia ed esclude quindi lo spirito. Da ciò ne deriva la negazione del trascendente e della sopravvivenza dell'anima dopo la morte. La morte quindi segna l'annullamento dell'individuo. Tutto ciò può facilmente generare indifferenza e passività, la visione attiva ed eroica della vita che è propria di Foscolo lo induce a cercare alternative, anche se non riuscirà mai a superare teoricamente le concezioni materialistiche e meccanicistiche.