Giovanni Pascoli: biografia, ideologia e opere

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la biografia di Giovanni Pascoli, ideologia e opere (3 pagine formato doc)

Giovanni Pascoli: biografia, ideologia e opere -  (San Mauro di Romagna, 1855 – Bologna, 1912)
1891: prima edizione di Myricae (opera rivoluzionaria, linea idillico-intimistica).
1897: Poemetti e Pensieri e discorsi. 1903: Canti di Castelvecchio (linea idillico-intimistica). 1904: Poemi conviviali (misto linea simbolistica, pubblicati sul “Convito”).
Poeta professore universitario e redattore di numerose riviste; è Cristiano e socialista per gli stessi motivi: idea di fratellanza, uguaglianza, umanità; era pacifista, non marxista.

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Ideologia pascoliana
- mito del nido (mito che serve a proteggere Pascoli dalla realtà; il nido è l’elemento chiave della poetica pascoliana);
- regressione all’infanzia (modo per sfuggire all’angoscia della realtà, ma anche poetica);
- misticismo;
- relativismo prospettico (il mistero si cela sia nell’immensamente piccolo, sia nell’immensamente grande; c’è angoscia, la sensazione di sprofondare in un abisso, sia nella casa, per la paura della morte, sia nello spazio cosmico);
- visioniamo (ammirazione stupita nei confronti della realtà);

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La poetica del fanciullino presenta un’ambiguità, una duplicità: da un lato, il fanciullino è presente potenzialmente in ogni uomo, è una figura umile e piccola e sembra porsi in alternativa al superuomo dannunziano, dall’altro solo il poeta conosce il privilegio di farlo rivivere e di farlo parlare dentro di sé, sapendo scorgere il significato profondo di quelle piccole cose che l’adulto normale invece trascura; il fanciullino ha quindi in sé una vocazione alla superiorità, un destino di elezione.
Il mito del fanciullino non è un’invenzione di Pascoli, ma è già presente nel Fedone di Platone (paura della morte del fanciullino dentro di noi; l’uomo deve eliminare queste paure del fanciullino che è dentro di lui).

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Il fanciullino è la poesia: il fanciullino vede le cose con gli occhi e con lo stupore dell’infanzia, del bambino che vede le cose per la prima volta (visionismo); scopre ciò che c’è al di là del sensibile, scopre il mistero attraverso vie puramente intuitive e percezioni non razionali, attraverso un linguaggio di simboli: egli individua accordi segreti tra le cose stabilendo tra di esse legami inediti e inconsueti (sono le Corrispondenze di Baudelaire).

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