italo svevo

tutto sull'autore + analisi delle 3 opere principali: una vita, senilità e la coscienza di zeno (2 pagine formato doc)

Appunto di lafez
ITALO SVEVO ITALO SVEVO Decadente autentico, Svevo muove come P.
dalla consapevolezza della condizione alienata dell'uomo nella società contemporanea. Nel rappresentare l'uomo e la realtà non si rifugia nel nido come Pascoli o nel superomismo come D. ma orienta la propria arte verso l'analisi interiorizzata dell'inquietudine umana. S. riceve la prima educazione a Trieste, crocevia di commerci e nodo culturale europeo, dove si recepiscono gli aspetti meno formalistici della cultura italiana e al contempo aperto agli influssi culturali europei, soprattutto tedeschi (Freud). Dopo il fallimento del padre, S.
comincia la vita di impiegato, scegliendo l'attività commerciale. Importanti gli incontri con Umberto Veruda, che ispirerà la creazione del Balli in Senilità, e con James Joyce. La lettura delle opere di freud avrà grande peso ne La coscienza di Zeno. Secondo S. gli uomini si distinguono in due grandi categorie: sani e malati. I sani sono quelli che agiscono per soddisfare la Wille Zum Leben e sono quindi i continuatori della specie, mentre i malati sono quelli che si sottraggono alla vita, non ne assecondano il flusso naturale. In realtà i sani credono di vivere, ma sono spinti solo dalla voglia di vivere e si trovano maggiormente a rischio quando le situazioni mutano. Mentre i malati non si lasciano dominare dalla voluntas e sono quindi in grado di adattarsi più velocemente ai mutamenti delle circostanze (il fu Mattia Pascal sbagliava a cambiare identità perché voleva vivere a ogni costo). Da questo concetto emerge un'idea di evoluzione totalmente rivoluzionaria in quanto il forte che si adatta all'ambiente non è il vincitore, ma il vero vincitore è il debole, il non-adatto. Sarà proprio questo inetto il protagonista delle tre opere maggiori di S. Su questo pensiero si innesta l'incontro con la dottrina di Freud. Tuttavia S. sottolinea la distinzione tra filosofia e letteratura, il rapporto filosofo-artista viene paragonato a un matrimonio dove marito e moglie non si intendono ma producono figli bellissimi. S. non crede affatto alle proprietà terapeutiche della psicanalisi anche perché secondo lui, il malato della psicanalisi è l'unico uomo autentico. A questa visione della psicanalisi si accompagna però l'interesse per la sua capacità di indagine. Due sono i momenti costitutivi della creazione letteraria secondo S.: l'inspirazione, cioè il momento a priori e la riflessione, il momento a posteriori, che elabora i dati dell'ispirazione e li oggettivizza. Nella trascrizione letteraria, frutto di questi due momenti, si realizzano tre obiettivi: L'oggettivazione dei dati soggettivi dell'esperienza esterna e interiore. Il recupero e la salvaguardia dell'esistenza mediante l'arte. La valorizzazione dell'inettitudine. Quindi contro la malattia dell'uomo c'è un solo rimedio: la scrittura intesa come terapia, quasi un bisogno fisiologico, che ci aiuta a leggere dentro noi stessi e a capirci meglio. UNA VITA Il protagonista è un impiegato triestino Alfo