Canto 3 Paradiso: analisi e commento

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Analisi dettagliata, commento e caratteristiche dei personaggi del canto 3 del Paradiso di Dante Alighieri (2 pagine formato docx)

CANTO 3 PARADISO: ANALISI E COMMENTO

III Canto del Paradiso – Commento. Il terzo canto del Paradiso è il primo della cantica in cui appaiono al pellegrino Dante le anime dei beati.

Dopo due canti di arduo impegno religioso e culturale in cui il poeta si sofferma a spiegare ai lettori le regole basilari del moto, della particolarità dei cieli nel terzo canto da noi analizzato si concentra sull’esperienza terrena ed ultraterrena di un anima, Piccarda, facendole in ogni modo proferire una lezione di teologia.
I 130 versi del canto iniziano con una perifrasi “Quel sol che pria d’amor mi scaldò ‘l petto” (vv. 1) che sta per indicare la donna amata da Dante sin dall’età di nove anni: Beatrice.
La donna, ormai anima purissima, è paragonata al Sole che come una stella fornisce luce e calore al poeta, nello stesso modo in cui scaldò il cuore con il suo amore, ora lo illumina con i suoi insegnamenti.

Canto 3 Paradiso: analisi e figure retoriche

CANTO 3 PARADISO: FIGURE RETORICHE

Beatrice nel canto precedente aveva condotto una lunga discussione scientifico-filosofica che si concentrava in due fasi: nella prima voleva dimostrare che l’opinione delle macchie lunari accettata da Dante nel Convivio è errata; nella seconda espone le ragioni delle macchie ed al contempo riprende la spiegazione del primo canto sulla struttura dell’universo. I due momenti della discussione sono gli stessi dell’argomentazione scolastica, ma invertiti nell’ordine come indicato da dal poeta nel verso 3 “provando e riprovando”. Una volta essersi definitivamente convinto della verità in merito alle macchie lunari Dante è sul punto di pronunciare alla sua guida una qualche frase, ma viene subito interrotto da una visione che gli fece dimenticare ciò che aveva d’importante da dire. Le anime dei beati del primo cielo della luna vengono introdotte con una similitudine che si estende per quattro terzine ed è ricca di significati metaforici e mitologici. Sciogliendo la figura retorica, Dante spiega che i volti delle anime da lui osservate erano così tenui ed evanescenti da sembrare delle immagini riflesse in un vetro trasparente e ben pulito o in uno specchio d’acqua nitido e poco profondo. Nella similitudine troviamo anche un accenno alla moda del Trecento che voleva le donne portassero sulla fronte una coroncina con al centro una perla, la quale per il chiarore della pelle doveva confondersi con essa.

Canto 3 Paradiso: riassunto e spiegazione

CANTO 3 PARADISO: PERSONAGGI

L’immagine delle anime era così fioca che il poeta corse nell’errore contrario a quello di Narciso, il quale, secondo la tradizione mitologica classica, specchiandosi nelle acque di un ruscello e credendo vera la sua immagine riflessa se ne innamorò. Dunque Dante pensando di avere davanti gli occhi solo le immagini riflesse delle anime beate, si volta dietro per controllare ma la sua incredulità viene placata dal volto di Beatrice, che sorride al poeta. Ella spiega che ciò che vede è pura realtà, ed al contempo lo rimprovera perché è ancora legato alle sensazioni del suo corpo ed ignora le verità teologali come un bambino. Beatrice fa credere al poeta che le anime del paradiso non possono dire che la verità, perché la vicinanza con Dio e la sua luce non le lascia sconfinare nelle menzogne. La “dolce guida” nel verso 30 “qui rilegate per manco di voto” introduce una questione propria della cantica. L’espressione lascia ad intendere che le anime del primo cielo siano confinate nel cielo stesso, ma come verrà successivamente spiegato esse risiedono tutte nell’Empireo, ma appaiono a Dante nei vari cieli per indicare il loro diverso grado di beatitudine.