Languore di Verlaine: analisi

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Languore di Paul Verlaine: analisi del testo (2 pagine formato doc)

LANGUORE VERLAINE: ANALISI

Analisi Languore. Tratta da “cose lontane, cose vicine” una delle ultime raccolte, pubblicata dopo gli anni ’80.


Sono delle liriche scritte in momenti diverse della sua vita. Viene pubblicato per la prima volta su una rivista, Il Gatto Nero, e venne poi interpretata come un manifesto del nascente decadentismo.
Sintetizzava questo diffuso senso di decadenze che si avvertiva in quell’epoca, nella cultura di quell’epoca. La poesia si gioca su un paragone: la condizione contemporanea del poeta viene paragonata a quella dell’impero romano non nel momento del massimo splendore, ma nel 4°-5° secolo d.C, quando cioè l’impero romano era preda delle invasioni barbariche. Un’età di crisi, un’era che sta finendo, questo senso di declino è ulteriormente sottolineato dal fatto che si parla di “fine della decadenza”.
Se avesse detto “durante la decadenza” sarebbe stato meno efficace. C’è questa sofferenza che viene descritta: languore, come dice il titolo, non è una malinconia, né un’angoscia, ma è un ideterminato languore, al quale non si sa come reagire e quindi il poeta ne sembra quasi attratto. Il fascino del disfacimento deriva da una condizione di spossatezza, da una condizione di pigrizia, che determina una specie di paralisi. Tale paralisi nonostante sia dolorosa viene percepita come inevitabile.

Arte poetica di Verlaine: analisi del testo

ARTE POETICA VERLAINE: ANALISI

Rispetto ad Arte poetica (¬ T25), in cui ribadiva il concetto che l’arte deve essere fi ne a se stessa, qui Verlaine constata la morte dell’arte. Il sentimento della decadenza accomuna due momenti storici, passato e presente, e acquista un signifi cato universale, che fa della lirica il simbolo del Decadentismo europeo. Il languore come malattia dell’anima e condizione di inerzia intellettuale lo si ritroverà nel Poema Paradisiaco e nel romanzo Il piacere di D’Annunzio. Languore divenne immediatamente celebre, perché sintetizzava con efficacia il diffuso senso di decadenza che circolava nella cultura dell'epoca. La condizione contemporanea viene paragonata a quella dell'impero romano intorno al IV-V secolo d.C., all'epoca cioè delle invasione barbariche; un'età proverbialmente di crisi e sfinimento. Il senso del declino è sottolineato dal fatto che si parla di fine della decadenza: se Verlaine avesse detto durante la decadenza, sarebbe stato meno efficace.
La sofferenza nasce non da un evento preciso, ma, come dice il titolo, da un indeterminato languore, al quale il poeta non sa come reagire e da cui anzi si sente attratto. Su di lui pesa un'invincibile pigrizia, una specie di paralisi, che però, benché dolorosa, viene percepita come inevitabile: la storia e la vita si svolgono altrove; qui, nel luogo e nel tempo in cui vive il poeta, le cose vanno così e non ci si può far nulla.