Primo capitolo dei Promessi sposi: analisi

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Analisi dettagliata del primo capitolo de "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni: personaggi, figure retoriche e paesaggio (3 pagine formato doc)

PRIMO CAPITOLO PROMESSI SPOSI: ANALISI

Analisi del primo capitolo de I promessi sposi.

Il primo capitolo de “I Promessi Sposi” è come la rappresentazione generale del seguito del libro; presenta una struttura complessa ed articolata. È ricco di sequenze riflessive e dialogate, in totale sei. Questo capitolo può fungere anche da ouverture (apertura), cioè, nel linguaggio musicale, la prima parte di una composizione, che ne contiene tutti i temi sviluppati durante tutta l’opera intera. Per il primo capitolo succede questo perché contiene i temi principali di tutto il romanzo.
La prima sequenza è molto lunga e lenta, nella quale si presenta la situazione e il luogo in cui si svolgerà la vicenda, cioè la zona del lago di Como.
La descrizione è lenta ed approfondita, con la tecnica dello zoom, prima dall’alto al basso e poi, non potendo più scendere, l’autore passa in rassegna gli elementi da sinistra a destra, andando sempre dall’ampio al particolare. La visione che ci rappresenta Manzoni sembra derivare della casa in cui lui passava le vacanze durante l’infanzia.

I promessi sposi: analisi dei primi 15 capitoli

FIGURE RETORICHE NEL PRIMO CAPITOLO DEI PROMESSI SPOSI

Poi si cambia luogo e metodo di narrazione. Si passa a una sequenza narrativa. Il ritmo aumenta e, sulle strade della cittadina di Acquate, si incontra il primo vero personaggio: Don Abbondio. L’autore ne fa una rapida descrizione in cui, attraverso nome, stato sociale, movimenti, gesti e atteggiamenti, ne lascia delineare la figura. Infatti il povero curato non è certo una persona coraggiosa. Poi, durante un momento di preghiera, arrivato a un bivio, e direttosi verso una cappelletta, costui incontra due loschi figuri (i bravi), o almeno così si può intendere dal loro atteggiamento. Qui Manzoni ne fa una descrizione dettagliata anche qui dall’alto verso il basso.
Proprio su questi personaggi è incentrata la terza sequenza, cioè una lunga digressione storica sulle grida, le leggi gridate agli angoli delle strade per essere comprese da tutti, contro i bravi. Questa sequenza è chiaramente lenta e presenta anche una prolessi rispetta alla data di ambientazione della vicenda, per far capire che a quel tempo i bravi esistevano ancora.

Capitolo 9 dei Promessi sposi: analisi

DESCRIZIONE PAESAGGIO PROMESSI SPOSI CAPITOLO 1

La quarta sequenza, invece, è narrativa e segna un decisivo balzo in avanti nella storia: infatti è presente il fatto che cambierà la vita e darà il via alle peripezie dei personaggi. Per la prima volta nel libro è presenta un dialogo tra Don Abbondio e appunto i bravi, che con arroganza lo convincono a non celebrare le nozze tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella con la celebre frase: “Questo matrimonio non s’ha da fare” – riga 209.
Finito il dialogo la quinta sequenza (riflessiva) è un’altra digressione, questa volta sui pensieri di Don Abbondio dopo il fatidico incontro. Qui il curato deve far fro0nte a due prospettive diverse: Quella più ampia del sistema sociale in cui vive; Quella profonda del suo mondo interiore.
L’ultima sequenza è ancora dialogata, questa volta il povero curato non parla più con i bravi ma con la persona di cui si fida di più: Perpetua: la sua serva. Questa, al contrario di Don Abbondio, ha un carattere forte e in breve tempo, nonostante le continue negazioni, riesce a farsi raccontare il fatto che stava distruggendo psicologicamente il sacerdote.