Viaggio di Dante e Ulisse nell'oltretomba, saggio breve

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Analogie e differenze dei viaggi nell'oltretomba di Dante e Ulisse. Saggio breve sui viaggi di Dante e Ulisse (2 pagine formato doc)

VIAGGIO DI DANTE E ULISSE NELL'OLTRETOMBA, SAGGIO BREVE

Saggio breve: Oltretomba: due viaggi simili ma molto diversi.

Sia Dante che Ulisse sono mossi nel loro viaggio dalla ricerca della verità. Per Dante la verità coincide con la contemplazione di Dio, per Ulisse con l’esplorazione del mondo, come Dante spiega nella Divina Commedia: “O frati, dissi, che per cento milia perigli siete giunti all’Occidente, a questa tanta picciola vigilia d’i nostri sensi ch’è del rimanente non vogliate negar l’esperienza, di retro al sol, del mondo senza gente1”. Per questo motivo come commenta il critico russo Jurij M.
Lotman, possiamo definire Dante come un pellegrino e Ulisse come un esploratore. Infatti Lotman spiega che la conoscenza dantesca si sviluppa man mano che cresce il perfezionamento morale di chi aspira a realizzarla. La conoscenza di Ulisse invece non è legata né all’immortalità né alla moralità, ma semplicemente al voler scoprire nuove aree geografiche.

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VIAGGIO DI DANTE NELLA DIVINA COMMEDIA

Questo secondo Lotman coincide con la separazione tra scienza e morale e tra la scoperta e il risultato. Il viaggio di Ulisse presenta già degli aspetti che sono presenti nella realtà di Dante in figure come Marco Polo, nella fattispecie il fatto che questo allargamento quantitativo del sapere rappresentasse un mondo laico e profano, genericamente scientifico. Come scrive Romano Luperini nel suo libro di Letteratura italiana, “Il viaggio di Ulisse rappresenta il prototipo di un modo di conoscenza basato sull’allargamento soprattutto quantitativo del sapere, un modo laico e profano genericamente scientifico, che si era già annunciato al tempo di Dante in figure come Marco Polo”. Dante invece è un “pellegrino” nell’oltretomba; i suoi scopi non sono di tipo scientifico, anzi, lui avverte completamente dopo questo viaggio l’importanza e l’enorme responsabilità che gli uomini devono avere sulla Terra.

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CONFRONTO VIAGGIO DANTE E ULISSE

L’Aldilà infatti, sotto una prospettiva cristiana, è il mondo vero, la sede dell’uomo, la vita destinata per l’eternità: “Bisogna considerare che nella prospettiva cristiana l’oltretomba è il mondo vero, la sede autentica dell'uomo, la dimensione a lui destinata non per un breve transito (come la vita sulla Terra), ma per l’eternità. Il mondo terreno è, dunque, una prefigurazione dell’aldilà.
In questo viaggio il “pellegrino” Dante riesce a capire anche grazie all’aiuto di chi lo accompagna nel suo lungo percorso nell’oltretomba, che l’uomo con i propri comportamenti si può procurare la salvezza o la dannazione; quindi tutto dipende dall’uomo. Per questo c’è un rapporto di stretta correlazione tra la vita terrena e la vita dopo la morte. Infatti come scrive Romano Luperini “Tale punto di vista non toglie l’importanza alla dimensione terrena, come talvolta è avvenuto nella concezione cristiana. Dante avverte l’importanza e la responsabilità altissima della vita terrena, poiché è in essa che l’uomo si procura, con i propri atteggiamenti e le proprie azioni, la dannazione o la salvezza.

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