Breve sintesi sull'ideale politico di Manzoni

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breve sintesi che mostra le relazioni tra l'opera manzoniana "I Promessi Sposi" e l'ideale politico di Manzoni e quindi l'intento del romanzo nei confronti del lettore (1 pagine formato doc)

Breve sintesi sull'ideale politico di Manzoni - L'ideale politico del Manzoni è strettamente connesso con la sua visione etica della vita.

Esso si può riassumere nei seguenti termini: ogni popolo ha diritto alla propria indipendenza entro i confini assegnategli dalla natura come propri, sia da un punto di vista geografico, sia, soprattutto, sotto il profilo etnico e storico. Qualsiasi ingerenza, che muti in qualche modo l'ordine di cose stabilito ab antiquo,  è da combattersi come ingiusta, perché la patria è per ciascuno un diritto naturale e sacrosanto, che non deve essere conculcato.

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Solo le guerre combattute a questo fine sono legittime, sante e giuste, ma devono, innanzitutto, essere il risultato di una serie di preparazione delle coscienze, di una educazione o rieducazione dei popoli.  Una visione , come vediamo, più da letterato, da pensatore meditativo che da uomo politico, e che, se da un lato si ricollega al pensiero politico dell'Alfieri e del Foscolo, dall'altro anticipa, per quello che in esso vi è di idealistico e di profondamente morale, la più profonda ideologia del Mazzini.

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Questi dovette capire il vero significato del romanzo, e afferrare riconoscente l'alta idealità,  se nel 1837 scriveva all'autore: "a intenderci bene i Promessi Sposi, si conosce che la redenzione del popolo è il suo fine, sua credenza, sua perenne tendenza...".
Ben diversamente da quelli antimanzoniani,  estremisti in politica, che, facendo leva dalla frase rivolta a Renzo da padre Cristoforo: "A metter leva fuori l'unghie il debole non vi guadagna", inseriscono un non so quale intendo del Manzoni di comandare la rassegnazione ai deboli, e vi sentono adombrato il mito di un'Italia debole, destinata a rassegnarsi alla schiavitù.