Canti XV, XVI, XVII del Paradiso dantesco

Appunto inviato da lily91potter
/5

Descrizione dettagliata della figura di Cacciaguida con focus sull'importanza del problema politico e dell'investitura poetica - profetica di Dante (5 pagine formato doc)

Il Bondioni esordisce il commento dicendo che due sono gli errori in cui è facile imbattersi nella Trilogia di Cacciaguida: il primo è quello di considerare questo richiamo di Dante alla sua stirpe come un autoincensamento soggettivo, l'altro è quello di sminuirne il senso politico.

Infatti la così aspra critica della Firenze odierna rispetto a quella dell'età di Cacciaguida, critica mai così evidente come in questo momento, fa nascere un interrogativo: Dante era reazionario?

Il Bondioni risponde che non ha senso parlare in questi termini di un'esperienza come quella di Dante che si è svolta settecento anni fa.


Infatti la politica del 1300 era intesa ben diversamente da quello che intendiamo oggi.


Per noi la politica è solo la scienza dei rapporti tra gli uomini che si sviluppano all'interno di un'entità statale.

Allora parlare di politica voleva dire comparare la situazione attuale con il modello ideale eterno e giusto, comparare il fenomeno e il noumeno, per dirlo in termini filosofici.

Il piano politico non poteva essere svincolato dal piano religioso.

Ma anche attenendosi al livello politico in senso moderno, sappiamo benissimo che, al di là del messaggio evangelico, della concezione religiosa e anche della visione provvidenzialistica di Chiesa e Impero, Dante individua la radice di tutti i mali nella lupa, nel culto del denaro, nel capitalismo nascente.

E anche se nel corso della Divina Commedia questo aspetto viene ricollegato al piano religioso, anche prescindendo da questo piano la valutazione di Dante rimarrebbe la stessa.

Detto questo possiamo cominciare a parlare del canto.

La tematica di questa trilogia è così alta perché il suo apice costituisce la rivelazione del compito messianico di Dante, del fatto che a Dante è stato concessa la visione dei tre regni affinché egli possa tradurre in poesia ciò che ha visto per la salvezza dell'umanità. E' uno dei momenti più importanti e più solenni dell'intera Commedia.

Il preludio a questa tematica importantissima è costituito proprio dal solenne silenzio delle anime del cielo di Marte con cui si apre per l'appunto il XV canto.

Le anime, che generalmente lodano Dio con canti di gaudio e giubilo, a questo punto ammutoliscono alla presenza di Dante.

Subito vediamo che dalla croce di beati comincia a discendere un'anima, che appare investita di luce, come la luce nella luce già di per sé molto potente dello scenario dei cieli.