Canto VI Inferno: commento

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Spiegazione e commento al canto sesto dell'Inferno di Dante Alighieri (1 pagine formato doc)

CANTO VI INFERNO: COMMENTO

Commento al Canto VI. Una delle caratteristiche principali di questo canto è la presenza di un clima colmo di tensione, direttamente collegato al tema che Dante affronta: la politica.

È la prima volta che Dante affronta questo tema ed è proprio questo che rende il clima teso, poiché più avanti nella Commedia, che ha una struttura ciclica (quindi vi è un ritorno dei temi), quando Dante ritornerà a parlare di politica, il clima è sicuramente meno agitato, più sereno.
Per comunicare a chi legge questa tensione nervosa, Dante sceglie la via implicita, cioè se il lettore non s'immedesimasse nel testo non riuscirebbe mai a comprenderla fino in fondo. Dante sfrutta questo sistema perché se avesse scritto esplicitamente la sua tensione, nel complesso il testo non sarebbe stato di tipo letterario.
La comunicazione di questo nervosismo avviene dunque in modo implicito attraverso ad esempio alcuni contrasti quali l'immobilità dei dannati e il movimento di Cerbero, i dannati sdraiati e Ciacco che si mette seduto, Ciacco che si alza e Virgilio che alla fine dirà che egli rimarrà sdraiato fino al Giudizio Universale, gli occhi diritti di Ciacco e gli occhi biechi di quando egli si accascia a terra come se non riconoscesse tutt'a un tratto chi gli sta di fronte, Ciacco che lo riconosce e Dante che non riesce a fare altrimenti.

Inferno: gironi e struttura | Canto 1: analisi, parafrasi, figure retoriche | Canto 2: parafrasi, commento e figure retoriche | Canto 3: parafrasi, commento e figure retoriche | Canto 5: parafrasi, commento e figure retoriche del canto di Paolo e Francesca | Canto 6: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 10: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 13: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 22: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 26: testo, parafrasi e figure retoriche del Canto di Ulisse | Canto 33: testo, parafrasi e figure retoriche |

 

CANTO 6 INFERNO SPIEGAZIONE

Il contrasto tra vita e morte che emerge dal verso quarantadue "tu fosti, prima ch'io disfatto, fatto", ed infine il contrasto tra la speranza di Dante di venire a conoscenza di qualcosa di positivo e l'annuncio di Ciacco di continue lotte e prese di potere a Firenze, di personaggi illustri condannati nell'inferno, di una Firenze piena d'invidia. Si nota quindi che prevalentemente la tensione si rileva nel dialogo tra Dante e Ciacco, e sono in gran parte i toni usati da quest'ultimo che denotano la presenza di nervosismo all'interno del canto.
Quando poi, alla fine del canto, Virgilio rimane solo con Dante, non commenta l'accaduto perché ritornerà sull'argomento più avanti in modo differente.

Canto 6 Inferno: figure retoriche e analisi del testo