Canto VIII del Paradiso

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Analisi e commento dell'Ottaco Canto del Paradiso, cielo di Venere (3 pagine formato doc)

Il mondo antico, l’umanità pagana era convinta che Venere infondesse con i suoi raggi l’amore sensuale, girando nell’epiciclo del terzo cielo.
con altro, esplicito rimando al canto V dell’Inferno. Dante aggiunge che da questa Venere, nel nome del quale avvia il suo canto, le genti antiche prendevano il nome della stella che il sole guarda ora avendola alle spalle, ora avendola di fronte. Dante, ormai uscito dal cielo di Mercurio, si rende conto di essere salito nel cielo di Venere solo per il fatto che Beatrice ha aumentato il suo splendore. L’immagine si amplifica nei versi successivi perché Dante ci riferisce come davanti a lui, nella luce uniforme e diffusa del nuovo cielo cui è approdato, appaiano altre entità luminose che girano in tondo con velocità maggiore o minore a seconda che più o meno intensa sia la loro visione di Dio.