Cesare Cellini: la poetica e "I fondali dell'anima"

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Cesare Cellini nasce a Genova nel 1965; sui 13 anni si trasferisce con la famiglia ad Ascoli Piceno,poi a Catania dove muore di leucemia nel 1993. E’ un laico ed ha la stessa religiosità di Turoldo (1 pagine formato doc)

Cesare Cellini nasce a Genova nel 1965;sui 13 anni si trasferisce con la famiglia ad Ascoli Piceno,poi a Catania dove muore di Cesare Cellini nasce a Genova nel 1965;sui 13 anni si trasferisce con la famiglia ad Ascoli Piceno,poi a Catania dove muore di leucemia nel 1993.E' un laico ed ha la stessa religiosità di Turoldo .Proprio la malattia lo porterà a qualcosa di divino,di superiore,troverà ragione di vita nella poesia.
Nella quale è presente il sentimento della morte che egli trasfigura in un sogno di vita nuova .I temi preferiti di quest'autore perciò sono:il mistero della parola come riflesso interiore dell'io e del cosmo,la ricerca di un tu quale tensione verso l'assoluto e l'ansia dell'infinito.Sente il bisogno di superare i limiti dell'essere e dice in una poesia di Ancora Stelle:”Ho scandagliato/ i fondali dell'anima/le profondità inesplorate”.Questo è il sogno del poeta,affiorare ad una realtà nuova,in una linea metafisica che ci faccia passare al di là delle cose. Tutta l'opera poetica di Cellini ci appare matura,discorsiva,come espressione di un lungo colloquio interiore che reclama un “tu” con cui comunicare;il linguaggio è semplice,segno della sua chiarezza interiore, nel contempo intenso e di fine elaborazione.Ma l'intensità dell'espressione è dovuta all'ansia della sua moderna coscienza che s'interroga per aprirsi al cosmo infinito,che ha fede nell'uomo e nella parola e soffre in se il tormento dell'essere e dell'arte,per esprimere(nella sua complessità)il proprio “io”tramite la poesia,che si fa canto:ultima ratio di vita:”Io/e la mia poesia/siamo rimasti/in ginocchio aggrappati/all'ultimo flatus/all'ultima forza/del canto.Il poeta,quindi,vede il male di vivere e lo supera nella sua interiorità per trovare nella realtà di oggi nuove ragioni di vita accettando il dolore e la morte,e alla fine la trova:la poesia come canto interiore dell'anima diventa superamento del male.
L'esistenza va in cerca del divino cercando di superare i limiti della condizione umana e dando con nuove parole qualcosa di superiore,infatti l'itinerario umano e poetico di Cellini parte dall'io per elevarsi poi al divino. Il Verbo non è più parola nella vacuità dell'essere ma è spirituale, profonda,superiore che si fonda su Dio. Il poeta a causa della sua malattia,è portato ad andare al di là delle nubi e del tramonto per trovare l'alba di un nuovo giorno che lo conforti e che dia nuovo significato alla sua vita:” E così fu/dell'ultimo tramonto/il primo sorriso/dell'alba”.Bisogno di trovare spazi nuovi in parole nuove che diventano poesie,per animare il silenzio dell'essere e immergere se stesso oltre le barriere che l'uomo ha creato:quindi miracolo d'attesa(Calabrò),sentimento che anima il poeta mentre cerca di realizzare,nella favola e mistero della vita,il suo mondo di ideali. Di qui,la poesia “alla sera” del poeta che supera la foscoliana “fatal quiete” ed approda a nuovi interr