Confronto Tasso - Ariosto in sintesi

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schema sintetico che spiega le differenze tra il proemio della Gerusalemme liberata di Tasso e quello dell'Orlando furioso di Ariosto. Confronto tra il proemio di Tasso e quello di Ariosto (1 pagine formato doc)

CONFRONTO TASSO - ARIOSTO IN SINTESI

Confronto Tasso - Ariosto.


Differenze tra il proemio della Gerusalemme liberata e quello dell’Orlando furioso
Tasso:
Esposizione dell’argomento (1 ottava)
Invocazione alla muse (ottave 2 e 3)
Dedica (ottave 4 e 5)
Allontanamento dal mondo cavalleresco e riavvicinamento al mondo epico con un impianto religioso (invocazione alla musa)
Subordinazione dell’invenzione al vero esplicitamente dichiarata nei vv. 6-8 della seconda ottava
Atteggiamento sincero e affettuoso del poeta nei confronti del dedicatario
Non sono presenti allusioni a vicende personali di Tasso, c’è solo un’autorappresentazione del poeta in termini di “peregrino errante”
Centralità del tema religioso.
L’evoluzione delle azioni umane è decisa dal Divino. I riferimenti mitologici sono trasposti in termini cristiani.

Il proemio di Tasso e Ariosto a confronto


DIFFERENZE E ANALOGIE TASSO-ARIOSTO

Oltre l’intento encomiastico si può evidenziare quello allegorico (a favore della Controriforma)
Invocazione rivolta alla Musa.
Linguaggio poetico, aulico.
A volte però la lettura è pesante
Ariosto
Argomento ( ottava 1 e vv.1-4 della 2)
Invocazione (vv. 5-8 dell’ottava 2)
Dedica (ottave 3 e 4)
Mondo cavalleresco e presenza del tema amoroso.
Il nucleo portante qui è la pazzia di Orlando, mentre le invasioni dei Mori sono messe in secondo piano
Encomio freddo e distaccato (inserito dall’autore forse solamente perché dovuto).

Confronto tra Tasso e Aristo: riassunto


CONFRONTO PROEMIO ARIOSTO TASSO

Riferimento (nei vv.5 e 6 della seconda ottava) all’amore nei confronti di Alessandra Benucci
La tradizione mitologica classica è ripresa ed imitata
È presente esclusivamente il motivo elogiativo nei confronti del cardinale Ippolito d’Este
Invocazione indirizzata alla donna amata
Stile nobile ma al limite della prosa.
Ciò apporta scorrevolezza, gradevolezza ed equilibrio al proemio.