Operette morali: temi, contenuto e forma

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Saggio breve svolto sul contenuto, temi fondamentali e forma delle Operette morali di Giacomo Leopardi (2 pagine formato doc)

OPERETTE MORALI: TEMI, CONTENUTO E FORMA

Compito a casa d'italiano.


Tipologia B: saggio breve
Argomento: contenuto e forma delle Operette Morali
Titolo: Quello che Leopardi definì come “il libro più caro dei miei occhi
Destinazione: studenti di un liceo classico.
Svolgimento. Le “Operette morali” nascono tra il 1824 e ilo 1827, periodo di sterilità per Leopardi, in cui non scrive poesia e segnano la svolta al pessimismo cosmico determinato dalla presa di coscienza dell’essenzialità del male nella vita.
La prima edizione del 1827 comprende venti Operette morali, alle quali si aggiungeranno nella seconda edizione del 1834 il “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere” e il “Dialogo di Tristano e di un amico”. Il numero totale di ventiquattro Operette morali viene raggiunto con la terza edizione postuma del 1845 curata da Ranieri che, seguendo la volontà di Leopardi, espressa in copie superstiti di un’edizione censurata aggiunge il “Frammento apocrifo di Stratone di Lampsaco”, il “Copernico, dialogo”, il “Dialogo di Plotino e di Porfirio” e toglie il “Dialogo di un Lettore di umanità e di Sallustio”.

Le Operette morali di Leopardi: spiegazione e analisi


OPERETTE MORALI LEOPARDI

Le “Operette morali” sono difficilmente classificabili: sulla scia del Romanticismo, che scioglie lo schema rigido dei generi letterari, Leopardi si serve di una prosa a carattere lirico, ritenendola il genere ideale per il contenuto delle Operette morali. Esse sono essenzialmente riflessioni filosofiche in cui emerge la volontà di parlare del mondo moderno e della vita arida e senza valori che lo caratterizza. Gli aspetti tragici della vita vengono presentati con ironia, intesa come ironia romantica e cioè nella continua constatazione della sfasatura tra reale ed ideale: solo per fare un esempio la domanda finale nel “Dialogo della Natura e di un Islandese” rimane senza risposta perché l’Islandese viene divorato da due leoni o, secondo altre fonti, sotterrato da un cumulo di sabbia. Così un evento tanto assurdo da risultare persino comico ci preclude la possibilità di ottenere la risposta al quesito centrale di tutto il dialogo.

Le operette morali di Leopardi, riassunto: Dialogo di un folletto e di uno gnomo e Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere


DIALOGHI DELLE OPERETTE MORALI GIACOMO LEOPARDI

La natura è uno dei temi fondamentali delleOperette morali”: nella fase del pessimismo cosmico la natura è matrigna, opprime i suoi figli ed in essa non c’è alcuno spiraglio di bene né di compassione per il destino degli uomini. Come per i materialisti settecenteschi anche per Leopardi la natura è materia incorruttibile e, come dirà poi anche Nietzche, non ha un ordine prestabilito, né un finalismo rivolto al bene ma “pare che l’essere delle cose abbia per suo proprio ed unico obbietto il morire” (Cantico del gallo silvestre).
E la morte è un altro tema ricorrente ma analizzato in modo diverso all’interno di diverse Operette morali. Nel “Cantico del gallo silvestre” per esempio, Leopardi afferma che la morte sia l’unico fine a cui tende ogni essere ma anche la liberazione da ogni male. L’uomo riesce a sopportare la “soma della vita” solo perché gli è concesso, per brevi spazi di tempo, qualcosa di molto simile ad essa, il sonno, che lo porta in un mondo falso, libero dal male e dal dolore.

Dialogo di Tristano e di un amico