Corno inglese, di Eugenio Montale

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Analisi molto breve del componimento del poeta ligure (1 pagine formato doc)

È una delle poesie più giovanili del poeta. Vi si esprime il desiderio di trovare un accordo del cuore con il mondo naturale, ma il cuore è uno strumento ormai incapace di "accordo".

La poesia presenta diversi aspetti della poetica simbolista: la tendenza dei versi a sciogliersi in musica, secondo l'insegnamento di Verlaine; l'istantaneità delle sensazioni, che esclude qualsiasi procedimento narrativo o ragionativo; la tematica della corrispondenza tra uomo e natura; il carattere allusivo che rinvia a un senso universale nascosto, a un significato superiore, attraverso il rinvio ad Eldorado; la circolarità e la perfetta chiusura con una sovrapposizione tra inizio e fine, richiamata dalla rima fra il primo e il penultimo verso.


Questo accordo tra uomo e natura non avviene, però, nella poesia.
Quindi essa, infine, risulta lontana dal simbolismo panico di d'Annunzio. Si capisce, perciò, come Montale sarà indotto ad abbandonare la strada delle corrispondenze simbolistiche. Dovrà pertanto indagare sul motivo della disarmonia con il mondo.

È l'ora del tramonto del sole sul mare. Il vento, soffiando, fa suonare i rami degli alberi. Il poeta vorrebbe essere in comunione con la vita della natura, al cui teatro sta assistendo, ma n'è escluso, perché il suo cuore non è in accordo con lei e con la sua armonia. La metafora degli alberi come strumenti è già ne La pioggia nel pineto di d'Annunzio, dove, però, al contrario di quanto accade qui, si celebra la fusione panica fra individuo e natura. L'Eldorado è propriamente il paese dell'oro dei conquistatori d'america. Qui indica una realtà superiore, che s'intravede appena. La parentesi è un'analogia simbolista ripresa dall'Assiuolo di Pascoli.