La critica al romanzo "I Promessi Sposi"

Appunto inviato da giuseppecari
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In questi appunti si fa riferimento a varie critiche che sono state mosse al romanzo di Alessandro Manzoni (3 pagine formato doc)

Italo Calvino autore del ‘900, si è occupato della corrente del Manzonismo, ovvero quel movimento che intendeva recuperare le informazioni riguardanti il romanzo del poeta ottocentesco.
Egli scrisse durante la sua esistenza, un saggio: “Una pietra sopra”, al cui interno sono presenti delle pagine che trattano dei Promessi Sposi e non solo; è presente, ovviamente, anche una pagina dedicata alla sola critica del romanzo di Manzoni. La parte che tratta dei Promessi Sposi prende il nome: “I Promessi Sposi: il romanzo dei rapporti di forza”. In queste pagine, infine, Calvino giunge anche ad una conclusione sui personaggi e al loro ruolo all’interno del romanzo.


Nella prima e nella seconda parte (dal momento in cui Lucia viene rapita) dei Promessi Sposi, è presente una sorta di triangolo immaginario fra le forze che interagiscono nell’opera, ovvero: Il Potere della Chiesa Buona (dice Calvino); Il Potere della “falsa” Chiesa che non opera nella maniera in cui agisce invece la Chiesa Ideale di Manzoni; e infine I Rapporti Sociali che avvengono sempre all’interno delle coppie antitetiche = Fra Cristoforo, per esempio, si contrappone alla figura di Don Abbondio, mentre la figura di Renzo si contrappone a quella di Don Rodrigo.
Calvino dice che il romanzo è formato sui “rapporti di forza”, la classe del proletariato povero che si contrappone alla forte aristocrazia, ovvero una forza che subisce e un’altra che compie determinati atti; alla fine del romanzo infatti, Renzo entrerà a far parte della classe dei Borghesi imprenditori. Il romanzo di Manzoni ha avuto sempre fortuna in maniera straordinaria a livello nazionale.


Come mai però, ebbe così tanta fortuna a livello nazionale e non anche a livello europeo? Bene, innanzitutto Manzoni era un nobile della classe dei moderati, perciò non era un rivoluzionario, inoltre il suo romanzo è intriso di spirito religioso e di cattolicesimo liberale. Dato che nel periodo dell’800 in Italia la classe della Democrazia Cristiana era in forte ascesa, si decise da quel momento in poi, di far studiare l’opera di Manzoni nelle scuole, per insegnare anche che bisogna accettare la Divina Provvidenza voluta da Dio. Tutt’ora il romanzo del poeta viene insegnato nelle scuole moderne.