Il plurilinguismo dantessco e le rime

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Appunti sul plurilinguismo di Dante Alighieri e le rime (3 pagine formato )

PLURILINGUISMO DANTESCO: COSA SIGNIFICA

Plurilinguismo Dantesco.

Dante attraversa l’Inferno, luogo macabro ed oscuro, dove sono collocati i peccatori, poi attraversa il purgatorio, luogo della espiazione e infine giunge in paradiso, dove sono collocati i beati. Nella Divina Commedia quindi confluisce tutta la realtà, quella più bassa rappresentata dall’inferno alla realtà più elevata, rappresentata dal paradiso. Quindi Dante ha bisogno di utilizzare vari tipi di stili, per questo si parla di plurilinguismo.
L’autore adegua il linguaggio allo scenario e il plurilinguismo può comparire anche all’interno di una stessa cantica, poiché nel paradiso possiamo trovare gerghi popolari e nell’inferno linguaggi elevati, tutto è in parte  dipeso  dai personaggi. Nel paradiso Dante arriva addirittura ad esprimersi con un linguaggio sublime per poter far capire ai lettori ciò che è inesprimibile, ovvero il trascendentale con l’introduzione della poesia dell’ineffabile. Dante quindi provoca una rivoluzione all’interno dei generi, poiché li fa rientrare tutti nell’opera, facendo quindi una commissione di generi (commedia, tragedia, elegia, satira, etica).

La Divina commedia e il tema del peccato

LE RIME DI DANTE

Le Rime. Dante scrive componimenti poetici dal 1283, quindi fin dall’età giovanile. Questi componimenti chiamati “Rime”, alcuni sono stati inseriti nelle grandi opere come nella Vita Nuova, alcune canzoni nel Convivio e altri non le raggruppa. Dopo la sua morte, i posteri raccolsero questi componimenti poetici e ne fecero due successive edizioni, di cui la prima comprendeva tutti quelli (54, chiamati estravaganti) che non facevano parte ne della Vita Nuova e ne del Convivio, della seconda, invece, facevano parte tutti i componimenti di Dante esclusa la Commedia. Questa raccolta di poesie erano delle “Rime”, differenti dal Canzoniere, poiché non avevano un filo conduttore, cioè l’autore non le ordinò mediante un criterio logico (raccolte secondo le tematiche) o cronologico (raccolte secondo la data). Dante considera alcune di queste poesie come una sorta di esercizio e di esperimento linguistico, cioè, si pensa siano propedeutiche alla Commedia.

PLURILINGUISMO DANTESCO: ESEMPI

Egli quindi cerca di affinare la sua capacità stilistica e infatti esistono diversi tipi di poesie che possono essere divise in vari gruppi:
1.    Le prime, scritte in giovane età, risentono della presenza di Guittone D’Arezzo e di altri autori toscani e siciliani, e rappresentano delle prime prove poetiche.
2.    Questo secondo gruppo di componimenti risentono già degli influssi del dolce stilnovismo ma tuttavia rimangono ancora legate alla letteratura cortese e provenzale. Un importante sonetto facente parte di questo gruppo è quello intitolato “Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io”, che ricalca molto i PLAZER PROVENZALI, cioè delle poesie scritte per augurarsi delle situazioni piacevoli.
3.    Questi ultimi componimenti risentono molto degli echi del Cavalcanti e del Guinizzelli e quindi ci si trova in una fase di pieno stilnovismo. In queste “rime” il protagonista, ma come in quasi tutte gli altri componimenti,  è l’amore, visto però alla maniera Cavalcantiana come sofferenza. Sempre in queste rime, condurrà un percorso simile a quello della Vita Nuova, cioè si staccherà dall’idea dell’amore come sofferenza e lo vedrà in un primo momento come gratificazione dello sguardo e del saluto della donna ed in conclusione non avrà neanche più bisogno di queste prime necessità ed esigenze.