Riassunto del De Monarchia di Dante

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Riassunto del De Monarchia di Dante - De Monarchia
Dante scrive un’opera dottrinale di carattere politico che si intitola “De Monarchia”.
Scritto quindi in latino, in 3 libri ed è insieme alla Commedia l’unica portata a termine.
Nel primo libro di dimostra la necessità di una monarchia universale dove ci sia un imperatore che governi su tutti gli altri governati, che assicuri la giustizia e che diventi arbitro di tutte le contese che ci possono essere tra i sudditi.

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Nel secondo libro si dimostra invece come l’autorità imperiale sia stata concessa da Dio al popolo romano, che ebbe il gravoso compito di pacificare gli e unificare il mondo preparandolo all’arrivo di Gesù Cristo. Il terzo è quello, più importante perché affronta il rapporto tra l’impero e la chiesa.
Dante critica aspramente l’opinione suffragata (portata avanti) da Marsiglia di Padova, il quale sosteneva che il potere supremo deve essere concesso all’imperatore e che il papa fosse subordinato ad esso.

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Accanto alle opinioni di Marsiglia, ce ne erano anche molte contrarie sostenendo che il papa fosse quello che dovesse avere preponderanza sull’imperatore. In realtà Dante Alighieri contestò tutte e due le soluzioni affermando che: Papa e imperatore devono avere autonomia nell’ambito del potere “Non sono come il sole e la luna, dove il primo brilla di luce propria e la luna di luce riflessa”, ma devono essere come “due soli”, ovvero lo stesso potere e deve essere autonomo.