Decadentismo italiano, Pascoli e D'Annunzio

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Descrizione del Decadentismo e gli autori di riferimento Pascoli e D'Annunzio (2 pagine formato doc)

DECADENTISMO ITALIANO, PASCOLI E D'ANNUNZIO

Decadentismo: Alla base del Decadentismo vi è il rifiuto della visione positivistica.

Il decadente ritiene che la ragione e la scienza non possono arrivare alla conoscenza del reale perché l’essenza di esso è al di la delle cose. Gli strumenti per giungere alla conoscenza del mondo sono i cosiddetti “strumenti irrazionali” (malattia, follia, nevrosi, sogno e delirio) che aprono al nostro sguardo prospettive ignote.
L’uomo decadente si differenzia in quattro tipi differenti di uomo: Il Maledetto, L’esteta, L’inetto e Il superuomo e il fanciullino.
Il maledetto è colui che profana le convenzioni e sceglie una vita sregolata.
L’esteta è colui che assume come principio primo della sua vita il concetto di bello.
L’inetto a vivere è colui che non sa partecipare alla vita per una malattia che corrode la sua volontà.

Il fanciullino è colui che vede le cose come se fosse la prima volta, mentre il superuomo è colui che è superiore alla massa e che può compiere imprese eroiche.

Decadentismo e Pascoli: riassunto


DECADENTISMO PASCOLI E D'ANNUNZIO A CONFRONTO

Il linguaggio decadente si fa labile e denso di significati oscuri e misteriosi. Frequente è l’uso della metafora e della sinestesia.
Al gusto e all’interesse della malattia e della morte, simboli di un senso di stanchezza di una civiltà vicina al crollo, si oppone il vitalismo esasperato che ha la funzione di esorcizzare le componenti negative del tempo.
Il ruolo dell’artista perde il suo prestigio a causa dell’uniformarsi degli individui nella società di massa e l’artista stesso finisce con l’isolarsi dalla società.
Gabriele D’Annunzio. D’Annunzio uniforma la sua vita a quella dell’esteta sfruttandone gli avvenimenti e rendendola un’opera d’arte che influenzerà poi la vita culturale e politica italiana.
Successivamente ad alcune liriche ispirate a Carducci e Verga, D’Annunzio esordisce con la poesia dell’esteta, nella quale l’arte è il valore supremo e tutto deve essere improntato al bello. Per giungere a questo tipo di poesia bisognava isolarsi dalla vita reale e immergersi nella letteratura. E’ qui che l’estetismo tocca la sua crisi: l’esteta non può opporsi alla società industrializzata poiché, isolandosi, è diventato impotente.

Decadentismo e Pascoli: tesina


DIFFERENZA TRA PASCOLI E D'ANNUNZIO

Successivamente alla crisi dell’estetismo, D’Annunzio non arriva immediatamente ad una soluzione alternativa ma percorre varie strade a fini sperimentali. La svolta arriva più tardi grazie all’influenza di Nietzsche. D’Annunzio fa propri alcuni aspetti della filosofia di Nietzsche: Il rifiuto del conformismo, l’esaltazione dello spirito dionisiaco e il rifiuto dell’etica della pietà e dell’altruismo e l’esaltazione della volontà di potenza. Questi principi sono alla base del nuovo uomo d’annunziano: Il Superuomo. Il superuomo è aggressivo, energico e vitalistico. Al superuomo vanno le missioni di guida politica e sociale. Ma l’estetismo non muore con il superomismo. Il culto del bello che nell’esteta lo portava a isolarsi, nel superuomo è il principio dal quale partire per dominare la realtà. I personaggi di D’Annunzio, compreso il superuomo, sono sempre sconfitti perché fatalmente attratti dalla femme fatale, la donna dal fascino oscuro e perverso.
Dopo alcune opere teatrali, D’Annunzio vuole affidare la totalità della sua visione a sette libri: Le Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi. Il primo volume, Maia, è composto da un poema vitalistico e dionisiaco. Il poeta, dopo un viaggio nell’Ellade, s’immerge nella realtà moderna e industrializzata che per la prima volta viene a presentarsi come positiva. Dietro a questa visione vi è comunque il desiderio del letterato di esorcizzare l’orrore e la paura di una società che lo emarginerebbe.

Decadentismo e Giovanni Pascoli: tesina


RIASSUNTO DECADENTISMO PASCOLI E D'ANNUNZIO

Nel secondo volume, Elettra, il passato italiano viene invocato come modello da seguire per costruire il futuro. Nel terzo libro, Alcyone, il tema principale è quello della fusione panica con la natura. Il libro ha le sembianze di un diario di una vacanza estiva. L’esperienza panica è concessa solo al superuomo che possiede più sensibilità.
I libri successivi furono dedicati all’impresa di Libia e alla Prima Guerra Mondiale, mentre gli ultimi due non furono mai scritti.
Nell’ultima parte della sua vita si dedica ad una prosa lirica più misurata.
Giovanni Pascoli. La formazione di pascoli fu positivistica anche se in lui si rifletterono la crisi della scienza e l’affermazione dell’idealismo. In Pascoli l’idealismo non si concreta in una fede religiosa ma in una fede morale di fraternità.
Il mondo è frantumato e non si ordina mai alla logica comune in quanto gli oggetti hanno segrete corrispondenze. Questa concezione culmina nel fanciullino, il tipo d’uomo che vede tutte le cose come per la prima volta. Viene a delinearsi qui un tipo di conoscenza irrazionale e intuitiva. La poesia deve essere pura e fine a se stessa.  Pascoli inoltre auspica un’utopica armonia tra le classi ed elogia i piccoli proprietari terrieri in quanto baluardo dei valori fondamentali come la famiglia e la solidarietà.