Decadentismo e D'Annunzio: riassunto

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Gli aspetti più significativi del Decadentismo di D'Annunzio e le sue opere: riassunto (3 pagine formato doc)

DECADENTISMO D'ANNUNZIO

Il Decadentismo dannunziano.

Gli aspetti più significativi del decadentismo dannunziano sono:

  • L’estetismo artistico, cioè la concezione della poesia e dell’arte come creazioni di bellezza, in assoluta libertà di motivi e di forme, sorto come reazione alle miserie e alle “volgarità” del Verismo.
  • L’estetismo pratico, che ha un rapporto di analogia con l’estetismo artistico: anche la vita pratica deve essere realizzata in assoluta libertà, al di fuori e al di sopra di ogni legge e di ogni freno morale.
  • L’analisi narcisisticamente compiaciuta delle proprie sensazioni più rare, sofisticate e raffinate.
  • Il gusto della parola, scelta più per il suo valore evocativo e musicale che per il suo significato logico. Esso culmina i capolavori dell’ ALCYONE.
    “Le due accezioni di decadentismo scrive W.Binni qui si distinguono: ALCYONE è il libro meno decadente di D’annunzio, se intendiamo con decadentismo malattia e perversione; è il più decadente, se si significa con decadentismo la nuova poetica come ricerca della musica”.
  • Il Panismo, ossia la tendenza ad abbandonarsi alla vita dei sensi e dell’istinto, a dissolversi e ad immedesimasi con le forze e gli aspetti della natura, astri, mare, fiumi alberi; a sentirsi, cioè, parte del TUTTO, nella circolarità della vita cosmica.

Tutto sommato, però, il decadentismo dannunziano ha carattere superficiale, sensuale e naturalistico, addirittura provinciale se lo si confronta con quello dei grandi poeti del decadentismo europeo.

Decadentismo: significato e contesto storico

COS'E' IL DECADENTISMO DI D'ANNUNZIO

Rapporti con il Decadentismo europeo. E’ vero che il D’annunzio assimilò le tendenze più appariscenti e superficiali del decadentismo europeo, come l’estetismo, il sensualismo, il vitalismo, il panismo, l’ulissismo ( inteso però come senso dinamico attivistico, come ricerca di esperienze sempre nuove ed eccezionali, e non in senso vittimistico, di perseguitato dal destino, come l’ulisse del Foscolo), ma ne ignorò il misticismo gnoseologico (ossia la concezione della poesia come strumento di conoscenza nel mondo ultra sensibile) ed il dramma della solitudine umana   e dell’angoscia esistenziale. Tuttavia, nonostante  questo limite vistoso, egli non solo divenne parte integrante del movimento decadente europeo, ma seppe creare un proprio stile di vita e di arte che va sotto il nome  il nome di “Dannunzianesimo”,  un fenomeno culturale e di costume tanto diffuso che si può dire che è l’Italia largamente Carducciana della seconda metà dell’ 800, successe, tra la fine dell’ 800 e i primi del 900, un’ Italia largamente Dannunziana nonostante l’accanita polemica degli oppositori e dei denigratori.

D'ANNUNZIO: RIASSUNTO

ASPETTI DI D’ANNUNZIO ROMANZIERE. Come romanziere, D’annunzio si libera gradatamente degli schemi del romanzo naturalista e psicologico ( presenti nelle prime opere) sotto l’influenza degli  scrittori russi Tolstoy e Dostoevoshij, e crea  un nuovo tipo di romanzo, che si risolve in una sorta di lunga lirica in prosa, nella descrizione di sensazioni raffinate e di stati d’animo eccezionali, in uno stile elevato che rinuncia ai toni medi, tipici del romanzo moderno dell’800.
IL TEATRO. Al teatro il D’Annunzio si dedicò per invito dell’attrice Eleonora Duse con un programma ben preciso: quello di sostituire al realismo banale del dramma borghese un teatro di poesia, il cui, musica, danza e canto lirico creassero un’atmosfera reale attorno alle figure dell’eroe, tutti esseri eccezionali, super uomini. Anche per questo alcuni dei suoi drammi furono messi in musica dai più famosi musicisti del tempo, come Riccardo Zandonai (Francesca da Rimini), Ildebrando Pizzetti (la figlia di Iorio), Pietro Ma scanni (La Parisina), Claude Debussy (Le martyre de saint Sebastien). Altri drammi sono: La città morta, la gioconda, la gloria, la neve ecc. si tratta di opere enfatiche macchinose cerebrali, che svolgono drammaticamente i motivi dei romanzi, trasposti, però, in vicende storiche o mitiche.