Struttura del Paradiso di Dante: canto 1, 2, 3 e 6

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La struttura del Paradiso della Divina commedia di Dante: canto 1, 2, 3 e 6 (9 pagine formato doc)

STRUTTURA DEL PARADISO DI DANTE: CANTO 1, 2, 3 E 6

Paradiso: struttura.

Il paradiso è nell’empireo, esterno ai cieli, che contiene l’universo.
Distribuisce le anime nei cieli, nonostante siano tutte nell’empireo, perché:

1.    per spiegare più chiaramente le loro virtù
2.    per corrispondenza con gli altri canti
3.    sono nel cielo che più li ha influenzati in vita, infatti c’era la credenza che a seconda di quando nascevi c’era un cielo che ti influenzava di più con la sua virtù.
Mentre all’inferno Dante si sentiva superiore alle anime (perchè destinato al purgatorio) e in purgatorio si sentiva allo stesso livello, qui ovviamente si sente inferiore.

Paradiso della Divina commedia: riassunto dei canti

DIVINA COMMEDIA PARADISO CANTO 1

Canto I. Fino al verso 12 si tratterà della protesi.
Vv 1-3
Si intuisce già la grande poesia “tragica” paradisiaca.
La gloria di Dio si manifesta sotto forma di luce e penetra più intensamente in alcuni posti (empireo) e meno in altri (inferno).
Vv 4-9
Qui anticipa già il culmine del suo viaggio: l’arrivo nell’empireo, ma dichiara anche la capacità della mente umana di riportare un racconto fedele, e l’incapacità stilistica.
Qui si scinde il Dante agens (superiore) e il Dante auctor, perché il primo ha le capacità potenziate rispetto al secondo (per esempio può volare) e quindi mentre l’intelletto può arrivare a capire quello che prova (perché potenziato da Dio) la memoria è solamente umana e non può seguire bene le vicende.
Qui già si vede una delle basi della terza cantica: l’indicibilità dell’assoluto, che appunto → anche la smemoratezza.
Vv 10-12
Il tesoro della mente è ovviamente il ricordo, imperfetto, di quelle cose grandi che ha visto l’autore in paradiso.
Qui, a differenza delle altre 2 cantiche, l’autore non parlerà di quello che ha visto, ma di quel poco che si ricorda.
Scrivendo il paradiso Dante ubbidirà a quello che gli aveva chiesto Beatrice, compiendo la sua missione di profeta per il bene degli uomini.
Fino al verso 36 si tratterà dell’invocazione.

Paradiso dantesco: riassunto

DIVINA COMMEDIA, PARADISO: CANTO 3

Canto 3 Paradiso.

Riassunto delle puntate precedenti. Dante chiede a Beatrice cosa sn le macchie lunari e lei gli risponde che sn causate dalla diversa quantità di grazia divina.
vv. 1-9

il sole che già in vita aveva scaldato Dante è Beatrice = l’esperienza terrena è prefigurazione di cio che avverrà nella vita ultraterrena.
dante ha appena imparato il motivo dell’esistenza delle macchie solari e subito la verità che ora conosce è motivo di dolcezza e consolazione.
Provando = dimostrando    riprovando = dimostrare la falsità delle idee di dante
Al contrario dei precedenti regni qui le anime compaiono improvvisamente, e la loro trasparenza è motivo per Dante di credere che siano riflessi.Nell’inferno la corporeità delle anime è sottolineata dalla loro sofferenza anche se non hanno corpo, ma è sottolineata perché il corpo rappresenta il peccato → nel purgatorio è meno sottolineata e nel paradiso è inesistente.
Adesso stanno per vedere la prima immagine che vede dante nel cielo

DIVINA COMMEDIA PARADISO CANTO 6

Vv 13-15 - Ci sono tante terzine perché più è alto l’argomento più deve essere grande lo stile → tanto sforzo da parte di Dante → tanta invocazione.
Ultimo nel duplice senso di ultima cantica e limite dell’arte umana.
Qui si capisce il sincretismo di Dante, in quanto cristianizza apollo.
Alla dichiarazione della grandiosità degli argomenti dei versi precedenti viene adesso fatta seguire una dichiarazione di passività di Dante, paragonato ad un contenitore di virtù riempito solo grazie ad apollo.
Questa metafora viene presa dagli scritti degli apostoli, dove san Paolo, protagonista anche lui di un viaggio sovrannaturale, è detto contenitore della perfezione.
L’alloro era la pianta sacra ad Apollo.