Ermetismo e Quasimodo: riassunto

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Caratteristiche e poetica dell'Ermetismo e biografia e opere di Salvatore Quasimodo (5 pagine formato doc)

ERMETISMO QUASIMODO

Ermetismo.

L’ermetismo indica un gruppo di poeti attivi che negli anni trenta e quaranta a Firenze, segnala come primo fatto caratterizzante il linguaggio e lo stile oscuro, difficile, appunto “ermetico” . L’ermetismo, non si è presentato come un movimento, non ha avuto i suoi manifesti, i suoi capi; esso è stato al contrario, un movimento imposto e definito dagli altri .
Si cominciò ad operare il termine ermetico molti anni dopo (1930) che apparvero per la prima volta le poesie di Ungaretti e Montale, quando cioè quelle poesie ebbero effetto sui giovani scrittori della nuova generazione .
La poesia pura e il gusto dell’inspiegabile furono altrettanto indicazioni che contribuirono a creare quel clima che soltanto verso il trentacinque risultò nelle sue vere luci . L’ermetismo nella sua più comune accezione è stato fenomeno fiorentino, perché a Firenze si trovarono, tra il 1935-40, gli scrittori più animosi, più liberi . Il progressivo impoverimento della cultura ufficiale, contribuirono a fare di quella città letteraria una specie di città assediata, di isola . Il periodo è quello tra le due guerre; la realtà proponeva ulteriore motivo di crisi , di inquietudine, di dubbio, che non si esauriscono nell’avvento del fascismo, ma che certo lo comprendono.

Ermetismo: significato e tematiche

ERMETISMO: RIASSUNTO

Rapporti complessi col fascismo caratterizzano l’esperienza di molti poeti e degli scrittori che operano tra le due guerre, di quelli che non si fanno alleati del regime e portavoce della sua politica culturale e di quelli che non rinunciano alla letteratura per la lotta politica . Molti scrittori si rifugiano nella letteratura per contrasto tra la vita che sono costretti a vivere, e quella a cui aspirano , in quanto il fascismo, con la sua forza e la sua violenza appartiene ad una generazione che ha un’indifferenza spirituale . Per questo non si sentono di affidare ai versi grandi contenuti concedendo alla poesia un’espressione priva di sentimento, destinata non a comunicare all’uomo verità o valori, ma solo a raccontare la realtà che nella ragione ne i sensi possono interpretare . La poesia ermetica tende a  enfatizzare la parola e caricarla del massimo significato anche allusivo : tecnicamente punta sullo sfruttamento delle capacità evocative della parola; quindi c’è il rifiuto della sintassi e della metrica tradizionale : componimenti brevi, mirati all’essenzialità . La poesia è concentrata nell’evocazione ella propria interiorità smarrita e delusa, alla quale si oppone un mondo favoloso di sogno.

ERMETISMO QUASIMODO: POESIE

Gli ermetici rifiutano la retorica dannunziana e dell’impressionismo e sentimentalismo pascoliano . Si ricorre all’uso dell’analogia, del simbolo o del correlativo oggettivo : la poesia non deve ne descrivere ne rappresentare : deve evocare . Non importa tanto l’immediata comprensibilità dell’messaggio, quanto il valore di esperienza dell’atto poetico, che sarà comunicativo solo in quanto capace di suscitare un’analoga esperienza del lettore . Il linguaggio è oscuro e difficile come quello decadente e simbolista e caratterizza soprattutto il gruppo fiorentino; la similitudine viene sostituita con l’analogia che favorisce una ampia gamma di interpretazione, ognuna legittima . La poesia ermetica è ricchissima di metafore, spesso di difficile comprensione, e di liberi giochi d’immagine . Predilige termini colti e rari; mentre dal punto di vista metrico vi è una generale tendenza al recupero dei metri più nobili della tradizione ( endecasillabo e settenario ) e di una forma chiusa come il sonetto . Il tono dominante di attesa e di stupore, sospensione temporale e ambiguità volontariamente perseguita .                     

SALVATORE QUASIMODO: RIASSUNTO

Salvatore Quasimodo: biografia. Salvatore Quasimodo nacque a Modica (Ragusa) il 20 agosto del 1901 e trascorse gli anni dell'infanzia in piccoli paesi della Sicilia orientale (Gela, Cumitini, Licata, ecc.), seguendo il padre che era capostazione delle Ferrovie dello Stato. Subito dopo il catastrofico terremoto del 1908 andò a vivere a Messina, dove Gaetano Quasimodo era stato chiamato per riorganizzare la locale stazione. Prima dimora della famiglia, come per tanti altri superstiti, furono i vagoni ferroviari.
Un'esperienza di dolore tragica e precoce che avrebbe lasciato un segno profondo nell'animo del poeta. Nella città dello Stretto Quasimodo compì gli studi fino al conseguimento nel 1919 del diploma presso l'Istituto Tecnico "A. M. Jaci", sezione fisico-matematica.
All'epoca in cui frequentava lo "Jaci" risale un evento di fondamentale importanza per la sua formazione umana e artistica: l'inizio del sodalizio con Salvatore Pugliatti e Giorgio La Pira, che sarebbe poi durato tutta la vita. Negli anni messinesi Quasimodo cominciò a scrivere versi, che pubblicava su riviste simboliste locali.
Nel 1919, appena diciottenne, Quasimodo lasciò la Sicilia con cui avrebbe mantenuto un legame edipico, e si stabilì a Roma.
In questo periodo continuò a scrivere versi che pubblicava su riviste locali soprattutto di Messina, trovò il modo di studiare in Vaticano il latino e il greco presso monsignor Rampolla del Tindaro.
L'assunzione nel 1926 al Ministero dei Lavori Pubblici, con assegnazione al Genio Civile di Reggio Calabria, assicurò finalmente a Quasimodo la sopravvivenza quotidiana.