Federico de Roberto: riassunto

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Riassunto della vita, le opere e il pensiero di Federico de Roberto (1 pagine formato doc)

FEDERICO DE ROBERTO: RIASSUNTO

Federico de Roberto.

Nasce a Napoli nel 1861, dopo la morte del padre si trasferisce a Catania dove finisce gli studi secondari e collabora con vari giornali e riviste. Soggiorna spesso a Milano, frequentando Verga e altri scrittori.
Negli ultimi anni della sua vita si dedica soprattutto all'attività giornalistica e critica, muore a Catania nel 1927.

FEDERICO DE ROBERTO: OPERE

OPERE:
- La sorte (1887)
- Ermanno reali (1889, vicenda di un personaggio alle prese con la propria immaturità sentimentale)
- Documenti umani (1888)
- L'albero della scienza (1890)
- Processi verbali (1890)
- L'illusione (1890, ha per protagonista Teresa Uzeda, un'affascinante aristocratica la cui sincera ricerca dell'amore è destinata alla sconfitta a causa del gioco di inganni e calcoli egoistici che dominano i rapporti umani)
- I vicerè (1894, l'insuccesso del libro provoca un peggioramento delle condizioni di salute dell'autore)
- L'imperio (pubblicato nel 1929, racconta le vicende del deputato Consalvo Uzeda, fratello di Teresa).

FEDERICO DE ROBERTO: I VICERE'

I VICERE' - Ambientato tra il 1855 e il 1882 è diviso in tre parti. Narra le vicende della famiglia aristocratica degli Uzeda di Francalanza, soprannominata i Vicerè.

Il racconto inizia con la morte di Teresa, vedova del principe Consalvo, priva della sua guida la famiglia si lacera a causa dei conflitti di interesse.
Fratelli del principe defunto: - Gaspare (capace di cogliere tutti i vantaggi della nuova situazione politica fino a diventare deputato del regno) – Padre don Blasco (costretto dalla famiglia a farsi benedettino e non esiterà ad arricchirsi con l'acquisto all'asta dei beni dei conventi) – Giacomo (grazie alla sua spietata avidità riesce a raccogliere nelle proprie mani tutti .i beni della famiglia).
Nell'ultima parte il romanzo si incentra sulle vicende di Teresa (racconta il suo matrimonio infelice e l'amore per il cognato Giovannino, la ragazza non cede alla passione, ostinata a difendere un suo ideale di perfezione e santità) e Consalvo (si narra della sua carriera politica).
«SIETE TUTTI D'UNA RAZZA» da I VICERE'
I motivi dominanti del libro sono due: l'ossessione della decadenza familiare e la denuncia del fallimento del Risorgimento.
Si fronteggiano il giovane principe Consalvo che la morte del padre ha appena reso capo della famiglia e suo zio acquisito Benedetto Giulente, avvocato e convinto liberale, assessore nella giunta comunale di Catania di cui Consalvo è sindaco. Questo intende candidarsi alle elezioni politiche si dimette dalla carica di sindaco per evitare di dover decidere un impopolare aumento delle tasse, reso necessario dal passivo bilancio.
Giulente si sente tradito perchè ritiene che il principe voglia venir meno alle sue responsabilità e soprattutto perchè capisce che gli sottrarrà il posto di deputato che gli era stato promesso dal duca Gaspare, si rende conto troppo tardi di essersi fatto ingannare.

I Viceré di Federico de Roberto: riassunto

FEDERICO DE ROBERTO: PENSIERO

SPIEGAZIONE: Il brano si apre con una sequenza apparentemente informativa in cui il narratore spiega al lettore i cambiamenti che la nuova legge elettorale aveva introdotto.
Poi emerge la contrapposizione tra il giovane Consalvo Uzeda che si rende conto di ciò che sta avvenendo e suo zio Giulente che invece non capisce nulla e ragiona alla vecchia maniera. Attraverso la loro contrapposizione l'autore esprime il suo giudizio sull'esito dell'intero Risorgimento. L'aristocrazia si è rivelata più abile e capace di mantenere il controllo del potere mentre la borghesia è ingenua e succube delle vecchie classi dominanti. Giulente capisce di essere stato sfruttato e di aver fatto il gioco degli Uzeda senza riceverne nulla in cambio.