Gabriele D'Annunzio e la teoria del superuomo

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Analisi dal punto di vista filosofico dell'evoluzione di Gabriele D'Annunzio dall'estestismo, con massima espressione ne "Il piacere", alla teoria del superuomo di Nietzsche. (5 pagine formato doc)

Nietzsche non fu l'estensore d'un vangelo della violenza, ma intese porre le condizioni di sviluppo d'una civiltà e di un'idea dell'uomo radicalmente rinnovate.
Nietzsche è uno scrittore asistematico ed estremamente originale, la cui produzione si staglia solitaria nel panorama della storia della filosofia moderna e contemporanea. Rimane costante nell’opera di Nietzsche un’ambiguità di fondo, un’ambiguità socio-politica che ha dato adito a contrastanti strumentalizzazioni politiche. Il filosofo, infatti, non specifica mai espressamente chi debba essere il soggetto della volontà di potenza. Il superuomo è stato identificato da molti critici in un’umanità vivente in modo libero e creativo ma, molti altri lo hanno limitato ad un’élite che esercita la sua volontà di potenza non solo nei riguardi della caoticità del mondo, ma anche verso il prossimo. L’ultima fase del pensiero dannunziano deriva dall’influenza delle opere del filosofo Nietzsche, anche se, molto spesso, il poeta banalizza e forza entro un proprio sistema di concezioni le idee del filosofo..