Giacomo Leopardi: domande e risposte

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Domande e risposte su Leopardii per la preparazione ad una interrogazione/compito in classe. Riassunto su Giacomo Leopardi: conversioni, pensiero filosofico, tematiche, fasi del pessimismo, classicismo, illusione, fasi delle poesie, Zibaldone, canti, canzone, Operette morali, Infinito, Alla luna, A Silvia, Il sabato del villaggio, La quiete dopo la tempesta, La ginestra e Il dialogo della natura e di un islandese (3 pagine formato doc)

GIACOMO LEOPARDI RIASSUNTO

Parla delle tre conversioni che effettua Leopardi.

Leopardi nasce il 29 giugno 1798 Recanati, primogenito di cinque figli. Nel 1812 inizia la sua solitudine affettiva e il periodo di studio matto e disperatissimo come descrisse lui successivamente; acquisisce un'erudizione enciclopedica man questo periodo si ammala di scoliosi soffre di febbri. Nel 1816 compie la cosiddetta conversione letteraria ovvero passa da un'erudizione enciclopedica al bello della poesia.
In questo periodo scrive in risposta alla lettera di Madame de Stael sulla rivista dell'epoca "la biblioteca italiana". In queste risposte Leopardi rifiuta la nuova poetica del romanticismo. Dopo aver scritto queste due lettere Leopardi si tiene in contatto con Pietro Gordani, il direttore della rivista, scopritore del suo talento. Nel 1817 Leopardi inizia la stesura dello zibaldone. Nel 1318 compie la seconda conversione cioè quella politica: Giacomo rifiuta il conservatorismo del padre e si dichiara invece per un'italia unita e indipendente dalla Chiesa. In questo periodo scrive poesie e canzoni patriottiche.

Giacomo Leopardi: riassunto

GIACOMO LEOPARDI CONVERSIONE LETTERARIA

Da sua terza conversione viene effettuata nel 1819 ed è chiamata conversione filosofica in quanto Leopardi scopre il solido nulla e si proclama ateo. Nel 1822 si dirige a Roma ma è deluso dalla città così l'anno successivo fa ritorno a Recanati e inizia a scrivere le operette morali. Nel 1825 Giacomo vuole rendersi economicamente indipendente così si dirige in una Bologna e poi a Milano e successivamente a Firenze dove frequenta i letterati dell'"antologia" e conosce Alessandro Manzoni. Nel 1328 Leopardi si trova a Pisa, il periodo più bello da sua vita, ma a causa di mancati i mezzi economici e costretto a ritornare a Recanati. In questo periodo compone i grandi idilli. Successivamente abbandona per sempre la sua città natale è ritorna a Firenze dove incontra il vero amore della sua vita: Fanny Targioni Tizzetti. Nel 1231 esce Firenze la prima edizione dei canti. Nel 1833 si trasferisce a Napoli con l'amico Antonio Daniele e arricchisce i canti. Nell'ultimo periodo della sua vita soggiorno presso Torre del Greco dove compone la ginestra. Leopardi morirà nel 1337 a causa di una crisi cardiaca

GIACOMO LEOPARDI PENSIERO

2.    Dove è contenuto il pensiero filosofico di Leopardi? Il pensiero filosofico di Leopardi è contenuto da molte fonti ma maggiormente nelle sue opere in prosa. Lo zibaldone è il diario fedele di Giacomo il quale contiene tutti gli appunti i pensieri in ordine sparso: è la fonte più importante per conoscere il pensiero di Leopardi. Oltre lo zibaldone vi sono 111 pensieri e le operette morali scritte nel 1824 in un momento di grande crisi. Si può capire che Leopardi in questo momento è in crisi perché scrive in prosa è invece di utilizzare la poesia, infatti egli afferma che finché c'è poesia c'è speranza.

GIACOMO LEOPARDI TEMATICHE

3.    Quali sono i temi tipici di Leopardi? I temi tipici di Leopardi sono: l'infelicità umana che è alla base del suo pessimismo; la ricerca del piacere non inteso come soddisfacimento attraverso beni materiali ma inteso come soddisfazione di sè. Il piacere però è irraggiungibile e quindi da persona saggia non si illude come gli uomini comuni che coltivano le illusioni: la conoscenza di non raggiungere il piacere è però preferibile all'ignoranza e questo può portare successivamente ad azioni eroiche; come ultimo tema vi è la polemica contro chi si accontenta di false speranze e quindi contro i filosofi ottimisti e i preti.

GIACOMO LEOPARDI PESSIMISMO

4.    Quali sono le tre fasi del pessimismo leopardiano? Il sionismo leopardiano si sviluppa in tre fasi: pessimismo storico, il pessimismo cosmico, il pessimismo eroico. Nel primo Leopardi afferma che la natura è benigna infatti immergendosi in essa è l'unico modo per trovare la felicità, in quanto il progresso ha allontanato l'uomo della sua innocenza originaria. Questa fase si può riscontrare negli idilli. Nel secondo invece Leopardi denuncia la natura in quanto essa è matrigna, c'è messo al mondo solo per farci soffrire e illuderci: l'unico mezzo per resistervi è la ragione. Nella terza fase non rimane agli uomini che l'unica scelta di unirsi e allearsi tra loro per soffrire in maniera minore dato che la lotta contro la natura non si può vincere: il tipico esempio di questa fase è rappresentato dalla ginestra.