Classicismo illuminista, romanticismo e Leopardi: riassunto

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Il classicismo illuminista e il romanticismo di Giacomo Leopardi: riassunto (1 pagine formato doc)

CLASSICISMO ILLUMINISTA

Classicismo illuminista e romanticismo di Leopardi.

Questi elementi consentono di collegare Leopardi al neoclassicismo europeo o di Foscolo. Vale per il poeta recanatese quanto ormai la critica sottolinea parlando del neoclassicismo di quest'epoca: esso non deve tanto vedersi come una continuazione del classicismo premoderno o rinascimentale quanto come una diversa manifestazione, più influenzata da riferimenti e legami col razionalisrno illuminista, della nuova sensibilità romantica.
Ma va anche sottolineata la distanza di Leopardi sia dal neoclassicismo di Foscolo sia dal romanticismo vero e proprio, e particolarmente da quello italiano. Al Foscolo lo avvicina, almeno in questa fase, la funzione consolatrice ancora assegnata alla poesia. Ma tale funzione deriva alla poesia dalla capacità di riflettere i sentimenti e le illusioni suscitati dalla natura, non dalla sua armonia e bellezza formale. Leopardi è quindi lontano dal modo foscoliano di intendere la poesia come poesia «pura», valore supremo e assoluto che «eterna» gli eroi o si distacca da ogni contenuto per farsi incarnazione dell'eterna bellezza (come avviene nell'ultimo Foscolo delle Grazie).

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ILLUMINISMO E CLASSICISMO LEOPARDI

La lirica leopardiana è altrettanto lontana dalla concezione romantica dell'arte come libera espressione di stati d'animo, abbandono ai moti del cuore, disgiunta dal vigile controllo della ragione. Non è «visione» come in Blake, attività onirica e sogno come in Coleridge, o liberazione di dimensioni irrazionali e fantastiche come in Hoffrnann. Stati d'animo e sentimenti sono l'espressione liricamente trasfigurata, in Leopardi, di una concezione razionale del mondo.
Tanto maggiore è quindi la distanza di Leopardi dalla religiosità che ispira molta parte del romanticismo. Il sentimento leopardiano dell'infinito, per esempio, può definirsi «romantico» in quanto tende inquietamente a superare e rimuovere gli spazi chiusi, netti e delimitati, attraverso cui il classicismo rinascimentale e lo stesso neoclassicismo esprimevano il dominio della ragione, la sua capacità o la sua esigenza di spiegare il mondo.

RAPPORTO LEOPARDI E ILLUMINISMO

Ma esso non riflette il sentimento romantico della natura come mistero indecifrabile o come «divina», un senso religioso e mistico dell'universo. L'«eterno» leopardiano è un eterno movimento della materia, simile a quello raffigurato dal De rerum natura di Lucrezio, vicenda cosmica entro cui si susseguono, si annullano e si placano gli affanni individuali. Alla base di questo stato d'animo c’è il sensismo materialista di Diderot.
Questo modo di riferirsi all'illuminismo costituisce d'altra parte il maggior elemento di contrapposizione anche col romanticismo italiano. I romantici italiani, a differenza di quelli inglesi o tedeschi, non sono antilluministi. Formatisi nell'ambiente lombardo essi riprendono la tradizione dell'illuminismo, già radicatasi in Lombardia coi fratelli Verri e con Parini.