Il lungo viaggio di Sciascia: analisi del testo

Appunto inviato da p40l1t4
/5

Analisi del testo "Il lungo viaggio" di Leonardo Sciascia, con riassunto, temi trattati e focalizzazione (3 pagine formato doc)

IL LUNGO VIAGGIO SCIASCIA ANALISI DEL TESTO

Il lungo viaggio di Leonardo Sciascia: analisi del testo. Il fenomeno dell’emigrazione è spesso presente nella narrativa di Leonardo Sciascia, e non potrebbe essere altrimenti, visto che, dal primo Novecento in poi, esso ha coinvolto in modo massiccio l’Italia e soprattutto la Sicilia.

Basti citare il racconto “Il lungo viaggio”, contenuto nella raccolta “Il mare colore del vino”, il quale parla del lungo flusso migratorio verso l’America, vista come luogo di prosperità economica e benessere cittadino.
“Il sogno dell’America traboccava di dollari: non più il denaro, custodito nel logoro portafogli o nascosto tra la camicia e la pelle, ma cacciato con noncuranza nelle tasche dei pantaloni, come avevano visto fare ai loro parenti, che erano partiti morti di fame, magri e cotti dal sole; e dopo venti o trent’anni tornavano, ma per una breve vacanza, con la faccia piena e rosea che faceva bel contrasto coi capelli candidi”. In un’intervista Sciascia ha affermato che episodi simili a quelli raccontati nella novella sono accaduti realmente.

Leonardo Sciascia: biografia

IL LUNGO VIAGGIO SCIASCIA RIASSUNTO

L’episodio è ambientato in un paese della Sicilia, tra Gela e Licata, dove un gruppo di paesani si lasciano allettare da un mediatore che promette loro un passaggio su un piroscafo per raggiungere l’America; non immaginano però, che in realtà il loro sogno è destinato a rimanere tale: la barca li ha solo portati al largo per poi farli sbarcare in un altro punto della costa siciliana. La speranza di una nuova vita è stata solo un’illusione.
Il brano è suddiviso in tre ampie parti descrittive: la partenza, il viaggio e lo sbarco.
La partenza avvenne durante una notte, che sembrava riflettere lo stato d’animo e le sensazioni provate dai futuri emigranti; era densamente oscura e, come scrive Sciascia, sembrava quasi impossibile muoversi in quanto se ne sentiva quasi il peso.

La storia dell'emigrazione italiana: riassunto

IL LUNGO VIAGGIO SCIASCIA FOCALIZZAZIONE

L’autore ci presenta il mondo come un nemico, il cui respiro è il rumore delle onde del mare che si infrangono sulla riva. All’ alba, in un tratto di spiaggia pietrosa e arida, fra Gela e Licata, stavano aspettando il loro imbarco un gruppo di emigranti, partiti dai loro paesi interni, lontani dal mare, che avevano con sé solamente piccole valigie di cartone e i loro fagotti. Per qualcuno di loro era il primo incontro con il mare e, per questo, grande è la loro paura di attraversarlo.
L’uomo, “una specie di commesso viaggiatore con la sua parlantina ma nello stesso tempo con un volto serio e onesto”, aveva detto loro che li avrebbe imbarcati di notte e sbarcati di notte sulla spiaggia del New Jersey (che gli emigranti, gente umile e ignorante, con un’approssimativa pronuncia inglese chiamavano Nugiorsi) a due passi da New Jork (Nuovaiorche) e aveva aggiunto che avrebbero potuto scrivere ai parenti in America, che così avrebbero potuto andare ad aspettarli alla stazione di Trenton dopo dodici giorni dalla partenza, senza badare però un giorno più o un giorno meno se vi fossero stati dei disguidi: “L’importante era solo sbarcare in America, come e quando non aveva importanza”. Dopo aver attraversato il grande “mare oscuro” sarebbero approdati agli “stori” (store= in inglese significa grande negozio) e alle “farme” (farm= fattoria) americani e si sarebbero ricongiunti all’affetto dei loro parenti, alle calde e accoglienti case che pullulavano in quelle città, “alle automobili grandi come case”.

Leonardo Sciascia: vita e opere

IL LUNGO VIAGGIO SCIASCIA

Il viaggio costava 250.000 lire, metà delle quali dovevano essere consegnate alla partenza e metà all’arrivo; questi soldi venivano custoditi gelosamente, tra la pelle e la camicia. Per racimolarli avevano venduto le cose più care: la casa, il mulo, l’asino, le provviste dell’annata, il cassettone da biancheria (canterano), le coltri.
Altri, più furbi, avevano fatto ricorso agli usurai, con la segreta intenzione di fregarli almeno una volta dopo che avevano subito per anni la prepotenza ed erano soddisfatti al pensiero della faccia che avrebbero fatto dopo aver saputo che erano emigrati, e con l’appellativo di “sanguisughe” li invitavano a raggiungerli in America dove avrebbero ridato loro i soldi senza interessi.